Riceviamo in anteprima l’articolo di Venturi che verrà pubblicato sul periodico informaFirenze di Marzo

Avanti o popolo alla riscossa …la frecciarossa, la frecciarossa…La frecciarossa la trionferà. Evviva il consumismo e la libertà!….l’illegalità!
Nel decennale della morte di Craxi e del suo periodo rosa, un avvenire rossosangue-viola avanza ad Alta Velocità.

Il nuovo treno rosso sangue in costruzione (chiamato ITALO, come maschile di ITALIA?) di Montezemolo, che oltre a presidente della rossa Ferrari (su gomma) fonda la NTV – Nuovo Trasporto Viaggiatori Alta Velocità -con il viola Diego Della Valle (che dal verde terreno dello Stadio al Campo di Marte, Dio della Guerra, sferra l’attacco al comune di Firenze per progettare e realizzare la “cittadella viola”, con alberghi e area commerciale, nella piana fiorentina).

Mentre questi progetti sono esposti alla luce del sole, l’alleanza rosso-nera (fra Ministero delle infrastrutture, Ferrovie dello Stato, Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze) si appresta a costruire sotto terra la stazione Foster (località Macelli, di nome e di fatto) e due tunnel di km.7,5.

I colori si mischiano e il risultato non sarà sicuramente un’opera d’arte. 10 anni di lavori sotto terra, come quasi sotterranei sono stati gli accordi fra questi enti dove “io do una cosa te, tu dai una cosa a me” e “chi ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, scordammoci o passato ……” come il noto ritornello napoletano..I danni ai palazzi sovrastanti non saranno certamente catastrofici come quelli provocati dalla faglia che corre sotto Haiti, ma la talpa, che scaverà, certamente farà tremare i suoi abitanti.

Occhi sgranati, fissati alle pareti, in attesa delle crepe che si apriranno nei muri. Questa ipotesi non è fantasiosa né pensata da uccelli del malaugurio. Basta andare a vedere cosa è successo a Bologna. Ma questi amministratori sono andati a vedere di persona? Ora potrebbero andarci in soli 37 minuti (salvo fermate in galleria, come è già accaduto). Firenze, classificata dall’Unesco “Patrimonio mondiale dell’umanità” sopporterà 10 anni di tribolazioni con la falda sotterranea che impatterà con la diga sotterranea della stazione e dei due tunnel del diametro di 10 metri, dove a monte l’acqua salirà e a valle il terreno seccherà con conseguenti assestamenti del terreno anche a distanza dal tracciato e nel tempo. Studi fatti dall’Università di Firenze prevedono abbassamenti del terreno di 7 centimetri all’avanzare della talpa .E il passaggio giornaliero di centinaia di camion (in origine era previsto il trasporto tramite ferrovia) per il trasporto di materiale scavato e materiale per la costruzione, quanti danni provocherà, al traffico stradale e per le polveri fini diffuse nell’aria?

I fiorentini si meritano questa violenza?

E Firenze questo stupro?

Il sindaco è responsabile della salute dei cittadini che amministra.

Renzi è cosciente delle denunce che potrà ricevere dai cittadini danneggiati nel proprio fisico? Era questa l’unica soluzione per l’attraversamento di Firenze dell’Alta Velocità? E a quali interessi corrisponde? Non certamente ai suoi amministrati. Non all’economia della città, ed i turisti, affascinati dalle bellezze del Rinascimento, che pensano di questo devastante progetto? Se chi lo ha deciso e crede nella sua bontà perché non fa un’opera di divulgazione la più ampia possibile, per evidenziarne gli “ipotetici benefici”.

Perché non si è accettato il confronto con altri progetti, fra i quali quello di superficie studiato dall’Università di Firenze, visibile sul sito www.notavfirenze.blogspot.com (con minori costi, nessun danno ambientale e fattibile in soli tre anni )?

Se siamo, come siamo, in un sistema democratico, perché non fare questo percorso partecipativo alla luce del sole?

Ricordiamo che Renzi si è rimangiato quanto detto nel consiglio comunale del 27 luglio 2009: “Io prendo un impegno. Discussione la più ampia partecipata e la più trasparente possibile…io non ho preclusioni ideologiche. Quali sono gli edifici che vanno buttati giù? (delle due ipotesi, sopra o sotto)..Se si fa il tunnel sotterraneo più corto (ipotesi di Galli) quali sono le conseguenze? Si dica in modo molto sereno, molto trasparente e molto partecipato”

Quale ruolo ha svolto la presidenza del consiglio comunale per far rispettare quest’impegno preso solennemente nell’organo elettivo? Che ruolo hanno avuto gli organi di informazione, i cosiddetti media, per far conoscere i progetti alternativi? Quasi nullo purtroppo e poco conforme ad un sistema democratico. Sono stati i comitati dei cittadini contro il sottoattraversamento dell’AV, con il loro lavoro volontario e i pochi mezzi economici, frutto di sottoscrizioni personali, a sensibilizzare l’opinione pubblica, con assemblee nei vari territori, col volantinaggio nei quartieri interessati dal tracciato, con la presenza il 25 settembre all’inaugurazione della pedonalizzazione di Piazza Duomo e con la manifestazione del 28 novembre con migliaia di cittadini che sfilarono in corteo da piazza San Marco a piazza Signoria.

L’azione dei comitati non si arrende, non si ferma. Crede che esistano ancora possibilità di fermare questo progetto. Ricordiamo che per la stazione Foster non esiste la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale).

I comitati annunciano anche azioni legali sia per la salvaguardia della salute dei cittadini che per verificare la fattibilità del progetto.

Per sollecitare questa azione è però necessario la più larga adesione dei cittadini, di tutti i cittadini , non solo degli abitanti vicini al tracciato ferroviario. Vi invitiamo a visitare il sito prima richiamato e di inviare una e-mail a ”tcardosi@tiscali.it“ per essere informati sulle iniziative del comitato.

Non servono in questo caso sottoscrizioni di firme. Occorrono azioni pratiche, anche di presenza fisica, in prossimità dei cantieri, quando partiranno i lavori (dopo il benestare dell’Osservatorio Ambientale) .

Questo diritto di partecipare in prima persona, in difesa della nostra stessa vita, della sua qualità e di Firenze, non ce lo può togliere nessuno. Quindi dipenderà dalla nostra presenza se, e in che misura, il progetto approvato potrà essere modificato o sostituito. Contrastiamo il senso diffuso di sfiducia che si esprime nel: “tanto fanno quello che vogliono”.

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