…. e la rete di Comitati, Meetup, Coordinamenti e Lista Civiche risponde Sabato 6 febbraio ore 10,00 davanti al Comune di Sesto Fiorentino  …DIFFONDI IL MESSAGGIO E PARTECIPA

Sabato 6 febbraio nell’atrio del Palazzo Comunale di Sesto si recita l’ennesima farsa a soggetto “Ve lo facciamo bellino artistico… con il verde intorno…”

Comunicato stampa

VOGLIAMO CHE LA SMETTANO DI BUTTARE I NOSTRI SOLDI IN QUESTI BALOCCHI, INUTILI EVENTI AUTOREFERENZIALI.

L’INCENERITORE NON SI DEVE COSTRUIRE E NON SI COSTRUIRA’ PERCHE’ SAREBBE COME CURARE LA PIANA INQUINATA CON “FUMENTA DI PIOMBO, CADMIO, DIOSSINA E POLVERI FINISSIME” E ALTRE 200 e + SOSTANZE NOCIVE CONOSCIUTE.

I RISULTATI SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI, PER CHI VUOLE VEDERE.
SI’ alla LA PREVENZIONE dei “rifiuti” a partire da accordi con la Distribuzione, anche sui depliants pubblicitari che dovrebbero pagare una tassa di distribuzione, alla RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA ESTESA A TUTTA LA CITTA’, A TUTTE LE CITTA’, alle PROMOZIONI ed al RIUSO DEI MATERIALI RECUPERATI, agli ACQUISTI VERDI (le Amministrazioni sono tutte inadempienti a partire da Sesto!), agli IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO EFFICIENTE, MANAGER PIU’ COMPETENTI, ad una INFORMAZIONE CORRETTA ALLA POPOLAZIONE, IMPIANTI A FREDDO ove necessario…

Il 20 aprile 2009 il Comune di Sesto F.no presentò lo studio per l’inserimento paesaggistico dell’inceneritore, o “termovalorizzatore”, come impropriamente gli amministratori locali continuano a definirlo.
Circa 50.000€ per i consulenti Themelis, Sbandati e Kipar, oltre i 180.000€ per gli elaborati commissionati al Dipartimento di design industriale dell’Università di Firenze, questa mostra che insiste nel discutibile spreco di risorse della città, non sappiamo quanto costa.
La mostra in questione appare per quello che è: una costosa e inutile operazione di maquillage per coprire le nuove profonde ferite che verrebbero inferte dalla costruzione dell’inceneritore ad un territorio già profondamente ed estesamente malato e devastato: traffico, aeroporto, emissioni di sostanze nocive e pericolose da impianti produttivi e infrastrutturali.

Vale a dire distruzione della città fisica e delle relazioni sociali che la città dovrebbe favorire e non ostacolare.
Il paesaggio è un sistema di ecosistemi, impone il blocco della costruzione dell’inceneritore a un amministratore avveduto. L’impianto infatti altererebbe in modo irreversibile i flussi di materiaenergia, gli scambi ecologici, la biodiversità, la salute del territorio e dei suoi abitanti, diffondendo al contrario malattie e morti.

E noi ci rifiutiamo di ammalarci, di avvelenare i nostri figli fin dall’allattamento al seno (cosa ipotizzabile da tempo, ma ora comprovata con le analisi volontarie sulle mamma di Montale) e di morire beandoci del preteso “bel vestito” dell’impianto che altro non sarebbe che una camicia di forza imposta alla Piana perché subisca senza protestare l’ incenerimento delle nostre speranze di vita.
In realtà non può esserci alcun nuovo progetto nella piana e sulle colline che non sia PROGETTO TERAPEUTICO, vale a dire un progetto che contribuisca alla bonifica del territorio, alla difesa della salute, al risanamento dei luoghi comuni. Vogliamo progetti che costruiscano virtuose solidarietà nelle relazioni tra donne, uomini, natura e siano adatti
ad accogliere l’altro, l’anziano, il malato, l’invalido, il migrante, il diverso…

Coordinamento dei Comitati della Piana FI PO PT,  Firenze 5 Stelle – Amici di Beppe Grillo,  Un’altra Sesto,  Comitato Civico campigiano,  Circolo A. Gramsci PRC di Campi,   e in arrivo,  Circolo PRC di
Sesto , perUnaltracittà – lista di cittadinanza,  l’Altracittà – giornale della periferia

Una mostra “simpatica”


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