Troll – nel gergo di Internet, e in particolare delle comunità virtuali come newsgroup, forum, social network, mailing list, chatroom o nei commenti dei blog – è detto un individuo che interagisce con la comunità tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente stupidi, allo scopo di disturbare gli scambi normali e appropriati.    fonte

DDL, Filtri, balzelli vari … dobbiamo avere cent’occhi:  una ne fanno, cento se ne inventano !

A quanto pare per agevolare tutte queste “lodevoli iniziative” ci mettono il loro impegno anche i gruppi di Facebook contro i bambini down, gli handicappati da buttare dal burrone, ed altri su malcapitati di turno da bruciare in maniera più o meno originale, insomma quei gruppi e persone che in gergo vengono definiti Troll .

Un unico dubbio, anche da quello che si legge nelle analisi in rete,  il come si spiega il moltiplicarsi di questo Trollismo – anzi stupidità – e della relativa pubblicità proprio a ridosso del disegno di legge Alfano e del DDL Romani e che quindi oltre un certo limite il trollismo crei «dolori per la libertà di espressione in rete di tutti».

Sul gruppo di Facebook contro i bambini down ha già detto bene e molto Fabio Chiusi, spiegando come oltre un certo limite il trollismo crei «dolori per la libertà di espressione in rete di tutti».

Le prossime due settimane saranno decisive nella discussione di un paio di leggi finalizzate a soffocare la Rete in Italia:  il decreto Romani sui video e il riesumato disegno di legge Alfano sulle intercettazioni, con la nota norma ammazza-blog.

Nessuno vuol fare tanta dietrologia da pensare che il gruppo anti-down sia stato fatto apposta: ma certo bastava sentire i titoli dei tg  per capire che all’approvazione di queste leggi è stato molto utile.

Insomma, lo chiamerei trollismo di regime.

C’è un unico modo per evitare che questo accada, ed è essere consapevoli del meccanismo appena descritto e ignorare i messaggi dei troll. Se proprio non riuscite a resistere al disgusto (ma sappiatelo, qui in gioco non è se si sposi o meno il delirante progetto di ammazzare bambini down, ma se si accetti o meno l’idea che qualcuno ci possa scherzare sopra) allora usate il bottone  ”segnala“(“report“) in basso a sinistra nella pagina del gruppo. Ma non iscrivetevi: i giornali poi riportano il numero degli iscritti, e iscrivendovi non fate che gonfiare il bubbone mediatico. E non commentate: non ne vale la pena, perché i troll non hanno orecchie.

Tutto questo vale anche e soprattutto per voi giornalisti: smettetela di abboccare. Sempre che stiate abboccando, e non facendo gli interessi di chi vi manipola per legittimare interventi censori. Ma a questo non voglio pensare, perché a imboccare la via del complottismo si finisce col pensare che i troll potrebbero essere proprio alcuni di voi.

Fonti e versioni complete qui e qui

Esempi di trollismo

Seguici sulle nostre piattaforme web, clicca sui simboli

Annunci