Settimane di dichiarazioni “pro Tunnel TAV”, quelle appena passate, in certi momenti anche dichiazioni “forti”.

Ha cominciato  l’ A.D. di Ferrovie Moretti dichiarando che la Stazione Foster “è’ la S. Maria del Fiore del 2000” (qui) per poi compiere un azzardato e stentato paragone fra i comitati cittadini che si oppongono al sottoattraversamento e la famiglia dei Bischeri (aristocratici fiorentini che si opposero alla costruzione del Duomo nello spazio dove possedevano alcune proprietà); ha poi continuato Aldo Piombino, giornalista del blog “ Nove da Firenze” in questo articolo .

Ringraziando il dott. Moretti per l’estrema fiducia per il futuro di Firenze durante i prossimi 10 anni di lavori, considerando i danni ambientali registrati lungo tutto il percorso TAV, cogliamo l’occasione per consigliare una veloce rilettura delle vicissitudini storiche che portarono alla costruzione del Duomo. L’antica famiglia fiorentina dei Bischeri cercava difatti, nella sua opposizione alla costruzione della cattedrale, un mero tornaconto personale derivante dall’esproprio degli edifici in loro possesso intorno alla futura Piazza Duomo. Dov’è l’analogia tra i “No tunnel” e “I Bischeri”?! Per maggiori info: wikipedia

Sarebbe invece estremamente interessante sapere, alla luce del fatto che cittadini, comitati, liste civiche e movimenti contrari ai tunnel soffrono di “gravi lacune tecniche” (n. b. : alcuni di essi hanno rintracciato i progetti dell’Architetto Poggi per l’Area “Macelli”) se il sig. Piombino possa intercedere presso l’Osservatorio Ambientale che non ha scelto di presentare i progetti in luoghi pubblici, togliendo la possibilità alla cittadinanza di informarsi pienamente.

Terminiamo con ultima domanda: perchè non c’è stato ancora un confronto pubblico tra i tecnici che hanno proposto le soluzioni alternative (visionabili nel sito del Comitato contro il sottoattraversamento qui e qui) e i tecnici del progetto ufficiale?

Come si suol dire in questi casi: chi avrà pazienza, vedrà

Nel frattempo continuiamo la nostra opera di informazione alla cittadinanza …..

SABATO 27 FEBBRAIO 2010 ore 10,30
PONTE DEL PINO
angolo tra via del Pratellino e via Pacinotti

…. e promuovendo altresì ( in collaborazione con i Comitati, cittadini e Movimenti)  l’azione legale degli Avvocati  Alfonso Bonafede e  Gianpaolo Chiesi

Azione legale contro la realizzazione a Firenze del sottoattraversamento T.A.V. (Tracciato ferroviario Alta Velocità).

Siamo stati contattati da un gruppo di cittadini interessati ad un’eventuale azione legale, in quanto proprietari di immobili situati nelle varie zone coinvolte dal sottoattraversamento T.A.V.: tali cittadini intendono tutelare la sorte di tali immobili, la loro salute personale (nonché quella dei loro figli) e, più in generale, il futuro della città di Firenze.

Abbiamo acquisito conseguentemente informazioni da vari studiosi e tecnici che stanno esaminando il problema da anni nei loro rispettivi settori di competenza.

Tali informazioni possono essere così sintetizzate:

a) Danni più o meno gravi agli immobili situati nelle seguenti zone interessate dagli scavi: Castello, Macelli, Rifredi, Circondaria, Belfiore, Fortezza, Piazza della Libertà, Don Minzoni, Masaccio, Le Cure, Campo d’Arrigo. Tali danni si sono già verificati negli edifici coinvolti dai lavori già effettuati per lo “scavalco” e per la preparazione al tunnel e i danneggiati ad oggi non hanno trovato alcuna forma di risarcimento. Il rischio per il futuro è stato valutato anche dalla Pubblica Amministrazione tramite la previsione dei c.d. testimoniali di stato, volti ad accertare lo stato attuale degli immobili per poter verificare in futuro i pregiudizi conseguenti ai lavori. Particolarmente delicata è la situazione delle falde acquifere sotterranee che potrà aggravare la situazione di pericolo per il cedimento degli edifici.

b) Danni alla salute conseguenti al rumore e, soprattutto, alle polveri derivanti dai lavori di scavo e dal trasporto su camion per le strade cittadine di tutto il materiale oggetto di scavo (stimato in 2.850.000 metri cubi) per i numerosi anni di durata dei lavori (previsione di 8-9 anni, salve le sicure incognite che allungheranno notevolmente i tempi). Tra i possibili danneggiati, oltre a tutti gli abitanti delle zone interessate, vi sono gli alunni delle scuole Rosai e Rodari.

c) Danno ambientale conseguente a quanto indicato sub a e sub b.

Alla luce di quanto sopra esposto, si potrebbe procedere legalmente con un’azione cautelare avanti al Giudice Civile (Denunzia di nuova opera di cui all’art. 1171 c.c. e/o azione cautelare di cui all’art. 700 c.p.c.) per cercare di ottenere un provvedimento di divieto di continuazione dei lavori stante i gravi pericoli di danni a persone e cose. Ove il Giudice non ritenesse di accogliere la domanda di divieto di continuazione dell’opera, potrebbe consentirne la continuazione ordinando che vengano prese le opportune cautele pecuniarie (ad esempio, il rilascio di una fideiussione a garanzia del risarcimento dei danni) e/o tecniche.

Naturalmente, il Giudice prenderà le proprie decisioni in base alle valutazioni tecniche che gli verranno fornite da consulenti dallo stesso nominati.

Avv. Alfonso Bonafede.                   Avv. Gianpaolo Chiesi.

Versione completa  qui

firenze5stelle@gmail.com

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