Un paio di notizie importanti per la rete nello stesso post, ma necessarie

– La prima notizia riguarda L’Associazione “Altroconsumo”  che ha pubblicato nei giorni scorsi una notizia che ai più è passata inosservata – i media in questo periodo hanno altro a cui pensare.
In pratica ci verrà data l’opportunità di scegliere tra l’attuale “browser” preinstallato e i vari concorrenti, ma alla maggior parte delle persone non è  arrivata la notizia e comunque non è a conoscenza di cosa sia un “browser”

A partire dai primi di marzo, chi usa un Pc con Windows (XP, Vista o 7) – cioè la stragrande maggioranza di chi ha un computer – potrebbe trovarsi improvvisamente di fronte a una schermata di selezione del browser, cioè del programma che ci serve a navigare su internet, come quella qui sotto:

Questo è dovuto a un accordo tra Microsoft e l’Unione Europea, nel quadro di procedimenti relativi alla posizione dominante di Windows nel mercato dei sistemi operativi.

Secondo l’UE, il fatto che fosse il browser predefinito nelle varie versioni di Windows lo avrebbe avvantaggiato nei confronti della concorrenza, danneggiando il mercato dei browser.

fonte e versione completa

– Seconda notizia, ancora più importante

Il Decreto Romani è passato, ma il significato di Servizio Media Audiovisivo è stato  ridefinito, è’ stata quindi recuperata la definizione di servizio audiovisivo originale, così come era stata raccomandata nella direttiva europea AVMSD (Audiovisual Media Services Directive), che escludeva esplicitamente i siti internet privati come soggetti coinvolti nelle nuove norme

Potrebbe sembrare che la battaglia contro il Decreto Romani abbia dato i suoi frutti, ma da una legislatura che in soli due anni ha espresso ben otto provvedimenti estremamente pericolosi per la libertà della rete, sarebbe ingenuo attendersi sonni tranquilli. E’ necessario continuare a fare pressione, anche e soprattutto sulla comunità internazionale, per scongiurare nuove sconcertanti iniziative legislative, che in Italia sono costantemente all’ordine del giorno.

La pubblicazione del video “Mr. President, help the Internet in Italy“, prevista per il 5 marzo, è slittata di qualche tempo per dare modo a tutti di comprendere a fondo il testo del decreto.

A tutti i colonnelli, i tenenti, i luogotenenti, i caporali e soldati della rete: tenete semre e in ogni caso alta la guardia e caldi i polpastrelli.

A una prima lettura sembra migliorata la situazione per i video-blog. Ma tra le pieghe, in mezzo a nuove norme pro-Mediaset, si profila il trucco, nella forma di un’ambigua definizione delle responsabilità delle piattaforme, youtube in testa, che rischia di comportare il medesimo effetto censorio…qui i dubbi di “Repubblica”.

Occorre studiare bene il testo con l’aiuto degli esperti e vigilare attentamente. Lo faremo in pubblico l’undici marzo, al convegno “Libero web in libero Stato”, a Firenze.

Fonti qui e qui

firenze5stelle@gmail.com

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