“…. Uomini e donne, ragazzi e ragazze, devono essere educati sui diritti umani delle donne ed edotti circa la responsabilità che tutti hanno di rispettare i diritti altrui. Ciò dovrebbe includere il riconoscimento del diritto delle donne di gestire il proprio corpo e la propria sessualità, nonché l’eguaglianza di accesso all’eredità, alla proprietà, alla sicurezza sociale e abitativa.

Le donne stanno combattendo per assicurarsi che tale cambio di atteggiamento avvenga e che si consolidi. Esse sfidano sempre più di frequente i propri aggressori per avere la possibilità in tribunale di spiegare il valore della loro azione. Le donne sempre più pretendono che anche i loro tormentatori affrontino le conseguenze della violenza. Noi dobbiamo sostenere queste donne coraggiose. Dobbiamo aiutare le altre a farsi avanti e a rompere il silenzio e gli schemi della connivenza sociale che hanno permesso alla cultura della violenza di attecchire.”

Così Navi Pillay, alto commissario della Nazioni Unite per i diritti umani.

8  marzo, una festa per dire no alle violenze sulle donne

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