Le inchieste che stanno coinvolgendo Firenze  hanno una data d’inizio, il 2007, ma la  bufera giudiziaria che si è scatenata sul “cemento fiorentino” è cominciata  nel 2008 quando è stato sequestrato  il cantiere del Multiplex, la costruzione destinata ad ospitare un cinema multisala e un centro commerciale a Novoli nell’area dell’ex Fiat, e prevista dal piano di recupero dell’area.

Il provvedimento, disposto dopo una serie di accertamenti dal pm fiorentino Francesco Pappalardo, ha fatto seguito all’esposto presentato dal gruppo consiliare in Comune “Unaltracittà/Unaltromondo” ed è stato deciso in via d’urgenza per impedire la prosecuzione dei lavori, perché le opere sarebbero state realizzate al di fuori dei limiti previsti dalla Dia (Dichiarazione di inizio attività).

Passano pochi mesi e sulla struttura in costruzione punta gli occhi la Giunta comunale che per evitare la costruzione di un multiplex (di cui l’area della piana fiorentina è satura) propone di acquistare la struttura per trasferirci gli uffici amministrativi del Comune.

Nessuno ha pensato che un edificio progettato e costruito per sale cinematografiche non ha finestre…dipendenti e utenti chiusi in una gabbia di cemento?

Altro dubbio: dopo la decisione da parte dell’Ente pubblico di vendere gli immobili  (tra cui alcuni edifici storici – qui un parziale elenco) per far cassa, da dove verranno trovati i soldi per aquistare ed adeguare la struttura?

Gli ipse dixit di Renzi “Compro il Multiplex tra un mese è fatta…”

Per ora comunque si “discute” sull’acquisto in Consiglio Comunale:

Multiplex, liti giudiziarie sull’idea dell’acquistoIl consigliere Donzelli (Pdl) minaccia esposti se non ci sarà gara. L’assessore Falchetti: “Trattativa regolare”

Non basta,  nel 2008 Firenze non si mancare nulla e passati pochi mesi arrivano gli accertamenti sui rapporti tra Comune e il Gruppo Ligresti per lo sviluppo urbanistico della piana di Castello. La Procura ipotizza il reato di corruzione.

Castello è una zona di confine del Comune di Firenze è vicina all’aereoporto di Firenze che negli ultimi anni ha avuto l’attenzione degli speculatori e dei politici per lo “sviluppo” della zona.
Si vuole fare il nuovo stadio, si vuole fare 1500 appartamenti, si vuole fare le nuovi sedi di Regione, Provincia, alcune sedi del Comune di Firenze, la nuova sede della scuola Carabinieri, l’inceneritore e ultimo il parco di cui si dibatte da 20 anni.

Ne avevamo già parlato della Piana fiorentina e della “febbre da stadio”  e del futuribile parco:   qui e qui

La Scuola marescialli e brigadieri di Castello ha già dal suo inizio una storia travagliata: la Btp vince l’appalto da 456 miliardi di vecchie lire nel 2001 per costruire in sei anni la scuola destinata ad ospitare mille allievi. Dopo nove anni il cantiere è ancora aperto. I lavori partono nel 2004 ma subito cominciano i problemi legati ai parametri antisismici. Nel progetto del ministero si chiede un indice pari a 1 ma nel decreto che fissa le norme per le zone sismiche come Firenze l’indice è di 1,4. Nel 2005 il ministero revoca l’appalto alla Btp che aveva chiesto di modificare i lavori, ottenendo risposta negativa. I lavori nel 2006 vengono affidati al consorzio Astaldi con un prezzo maggiorato di 70 milioni. Il lodo dà ragione alla Btp: l’indice deve essere 1,4 e il ministero viene condannato a pagare 34 milioni. Il primo febbraio scorso Astaldi viene estromessa dai lavori: si preparava la strada per il rientro della Btp.

Indagati:Riccardo Fusi, presidente della Btp fino a venerdì; il suo vice Roberto Bartolomei; il parlamentare Pdl Denis Verdini (che avrebbe aiutato l’amico imprenditore a riottenere l’appalto); Fabio De Santis, nominato provveditore delle opere pubbliche della Toscana con l’aiuto di Verdini. Indagati anche Francesco De Vito Piscicelli, imprenditore che offre il suo aiuto per fare entrare la Btp nel giro dei grandi appalti romani; Angelo Balducci, presidente del consiglio superiore per le opere pubbliche; Guido Cerruti, principe del foro romano e l’avvocato Raffaella Di Tarsia Belmonte.

La maxi inchiesta sugli appalti parte grazie all’indagine sul Project financing. In un colloquio l’ex presidente di Firenze Mobilità Vincenzo Di Nardo, si sfoga per la mancata aggiudicazione del bando di gara per l’auditorium del Maggio, gara dove la Btp era arrivata terza. Scatta l’attenzione dei carabinieri del Ros. A Firenze si pensava che l’inchiesta della Procura guidata da Giuseppe Quattrocchi fosse concentrata su Firenze Mobilità e Castello (altra vicenda giudiziaria che ha portato alle dimissioni degli ex assessori Biagi e Cioni), i pm del capoluogo si occupavano invece anche di altro. Le intercettazioni si trascinano dietro gli altri rami fiorentini della maxi inchiesta: la costruzione del nuovo Teatro del Maggio, l’operazione Manifattura Tabacchi, il caso Quadra, le operazioni immobiliari su Scandicci e Campi, operazioni sospette del Credito cooperativo e Bnl. A livello nazionale si arriva alla Protezione civile: il cellulare di Di Nardo porta all’ex presidente della Btp Riccardo Fusi, che a sua volta fa alzare il livello dei personaggi coinvolti fino ad arrivare al coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini: entrambi indagati per concorso in corruzione.

fonte

Ma questa è un’altra storia che (della parte fiorentina) proveremo a scrivere un’altra volta, ma potete continuare a seguire le vicìende ( e discuterne) anche sul meetup del MoVimento Firenze5stelle    

fonti

http://www.nove.firenze.it

http://www.corrierefiorentino.it

http://lanazione.ilsole24ore.com

firenze5stelle@gmail.com

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