Stiamo vivendo a livello politico una soap-opera, dove i personaggi principali sono imprenditori maschilisti, forti e imbroglioni ammirati dal popolo. Quello a cui assistiamo è una miscela di politica e intrattenimento, dove la vita pubblica è stata trasferita in un “reality show”. A subire le conseguenze di questo degrado sono tutti i cittadini, nessuno escluso. Alcuni vivono ancora nel “sogno” iniziato con l’avvento delle TV commerciali che, per rendere l’individuo un consumatore, accanto al presentatore di turno, ridotto al ruolo di imbonitore, hanno fatto la loro comparsa ragazze seminude silenziose e provocanti. Questo ha funzionato benissimo ed allora si è deciso di fare un passo avanti ed utilizzare la stessa tecnica per creare l’ “uomo votante”. Da allora apparire in TV è divenuta la massima aspirazione di molti italiani che volevano entrare nel mondo dello spettacolo o in quello della politica; aspetti che poi si sono fusi insieme. Da questo momento passare dalla Democrazia alla Videocrazia ed infine alla Mignottocrazia è stata tutta un’evoluzione fisiologica, con maschi e femmine che offrono i loro servigi ai potenti in cambio di soldi, posti di lavoro, appalti. Meccanismo così ben studiato e trasversale che non ha uguali nel resto del mondo democratico civilizzato.

Questo modo di fare politica ha portato a importanti risultati:

  • · L’Italia tra i trenta Paesi dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), ha raggiunto un invidiabile 20° posto per la crescita del PIL pro-capite
  • · La percentuale di laureati è al 12,9%, (la media OCSE è del 26%)
  • · L’investimento nella Ricerca è la metà di quello dei Paesi dell’OCSE
  • · Stiamo lottando con il Kenia, la Bolivia e l’Uganda che minacciano il nostro 84° posto su 128 nell’Indice del World Economic Form per la parità tra i sessi.

Certamente parlare di queste cose è disfattismo, è favorire l’allarme nel bravo consumatore votante, quindi basta! Lavoriamo sull’apparenza e diciamo che ci sono salute, soldi e donne. Per fare questo non serve l’informazione, basta la propaganda, non servono i giornalisti, occorrono le presentatrici; fermiamo i faziosi talk show e diamo spazio a Principi e bambini che ballano e cantano.

La “sinistra” o meglio l’ “opposizione” vuole vincere scendendo in questa arena televisiva? È come il toro che se non viene ucciso dal torero, lo sarà dai suoi assistenti, con il pubblico che farà il tifo per la povera bestia, ma alla fine osannerà il matador. L’opposizione incarnerà il ruolo del toro che viene trascinato via morente dopo ogni scontro. Il toro potrà dire di avere combattuto per quello che era stato preparato, la possibilità di sconfiggere il torero. L’opposizione invece partecipa al gioco televisivo, territorio dove domina incontrastato il grande comunicatore con i suo vassalli presentatori. Inizia così una rappresentazione teatrale della partitocrazia, per altro riservata ad un ristretto numero di addetti ai lavori: sempre gli stessi e sempre con la stessa parte da recitare.

Perché quei presentatoti che pensano “giustamente” che la sospensione dei Talk show sia la “morte dell’informazione” non provano a cambiare rotta? Si liberino, se vogliono fare il grande balzo verso il giornalismo vero, di questa cricca di politicanti, ognuno con la loro parte già scritta, ed aprano le loro trasmissioni agli artigiani in crisi, ai professori ce insegnano alle nuove generazioni, ai laureati con lavori precari, ai pendolari, ai giovani. Non ci deve interessare come votano, ma quali sono i problemi reali che devono affrontare tutti i giorni nel completo silenzio mediatico. Vedremo e sentiremo confrontarsi le forze creative del Paese, le componenti sociali che lo hanno fatto crescere e che saranno le sole in grado di rifarlo crescere a dispetto di questa iniqua classe politica.

L’opposizione ha perso le Elezioni Regionali perché non ha potuto parlare in televisione? Oppure perche gli italiani credono ancora nella propaganda televisiva filo-governativa?Oppure non ha realmente perso perché, come afferma Bersani “… siamo cresciuti di 3 punti rispetto alle Elezioni Europee”? O ancora perché il Movimento di Beppe Grillo ha raccolto i voti di un dissenso giovanile che altrimenti sarebbero andati a loro? Chi crede più a questa favola delle povere vittime, che tra poco si sederanno davanti alle telecamere, ben truccati, e riprenderanno la loro parte nella commedia televisiva, il cui regista/produttore è il Capo del Governo, che detta copione, tempi e regole. Dare la colpa al Movimento di Beppe Grillo è ammettere di essere piccoli, condannati per sempre alla sconfitta. Non avere ascoltato le soluzioni proposte per recuperare il consenso delle forze propositive e costruttive di cui la società è fonte inesauribile. L’attuale opposizione sembra sorda alle richieste dei tanti movimenti, come se fossero solo delle voci fastidiose, siano essi ambientalisti, No Tav, comitati contro gli inceneritori, gruppi anti-nucleare, movimenti contro la privatizzazione dell’acqua, ecc.

Allora c’è una sola risposta a questa sconfitta elettorale: AVETE SBAGLIATO. E, ancora peggio, NON AVETE COSCIENZA DELL’ERRORE.

Fonte

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