Aprilia. Il Consiglio di Stato da ragione ai cittadini: l’acqua torni pubblica

di Alessandro Ambrosin

Intervista a Antonio De Monaco, portavoce del comitato Cittadini Acqua Pubblica di Aprilia

APRILIA (LATINA) – Mentre continua lo scontro politico sulla privatizzazione del servizio idrico, voluta dall’attuale governo Berlusconi, arriva una notizia che ha il sapore di una vittoria o almeno  di buon auspicio per i cittadini del comune di Aprilia, che da anni si battono contro i gestori privati dell’oro blu.

La giunta comunale ha infatti deciso, dopo innumerevoli sollecitazioni dei cittadini,  di discutere già dalla prossima settimana la possibilità di riprendersi  la gestione del prezioso bene comune, riappropriandosi così delle chiavi dell’acquedotto comunale gestito da Acqualatina S.p.a. al 51% e dalla multinazionale francese Veolia al 49%. D’altra parte questo passaggio non è altro che l’attuazione della sentenza del Consiglio di Stato, in cui si riconoscono i principi fondamentali sulla gestione dei beni comuni, primo fra tutti la legittimazione da parte degli stessi cittadini, quali fruitori del servizio.Insomma gli abitanti di Aprilia, caso unico caso in Europa dopo l’esperienza parigina, sono quasi riusciti dopo anni di battaglie, ricorsi, vessazioni  a riprendersi quello che già gli apparteneva: l’acqua, il cui prezzo delle bollette  negli ultimi anni era schizzata  in certi casi fino a registrare una maggiorazione del 500%. Una situazione insostenibile per i cittadini che dal 2005 si sono costituiti come Comitato per l’acqua per contrastare i danni causati da questa spietata  privatizzazione. Le bollette comunque le hanno continuate a versare, ma non alla Veolia, nonostante la stessa avesse affidato a società come Equitalia la riscossione dei mancati pagamenti, arrivando addirittura  a chiudere le utenze ai morosi con tanto di guardie armate al seguito, bensì nelle casse comunali attenendosi giuridicamente all’equazione consumo-costo che l’amministrazione locale aveva stabilito dal 2004, cioè quando gestiva direttamente la rete idrica. Abbiamo incontrato Alberto De Monaco portavoce del comitato Cittadini Acqua Pubblica di Aprilia

Possiamo parlare di una vittoria?
La sensazione è questa, ma in questo caso meglio andare cauti. Sicuramente è una vittoria il fatto che questa vertenza partita dai cittadini e dall’amministrazione, anche se in fasi altalenanti, sta arrivando alla definizione di quello che la città chiedeva. Positiva anche per la modalità con cui si è arrivati. Un porcesso partito dal basso, dai cittadini che si sono opposti indipendentemente e parallelamente all’amministrazione

E’ stato decisivo il cambio recente della giunta comunale?
Evidentemente  va anche riconosciuto che uno dei motivi per i quali è caduta la vecchia giunta di centro destra  è stata proprio per la questione dell’acqua. In quel periodo noi cittadini e il comitato ci siamo notevolmente impegnati su queste problematiche, tant’è che poi i ricorsi li vincevamo. Oggi la giunta è cambiata  in base ai risultati ottenuti, premiando durante le elezioni amministrative l’impegno e i programmi che andavano in questo senso.

Sul lato pratico voi avete continuato comunque a pagare le bollette i cui versamenti finiscono nelle casse comunali…

Preciso, che noi abbiamo impostato una campagna giuridico amministrativa. Cioè questo contratto con Acqualatina non è mai stato sottoscritto dal Consiglio comunale. Da qui nascono delle vicende giuridiche per le quali noi cittadini abbiamo assunto delle posizioni del tutto legittime pagando, ma nei confronti del vecchio contratto in essere.La sentenza del Conisgilio di stato non lascia dubbi si tratta di una difesa legittima….
Soprattutto. Ed è proprio attraverso la nostra  lotta  che sono poi emersi tutti i lati oscuri di questa vicenda. Passaggi comunali mancati, contratti che gli utenti avrebbero dovuto almeno conoscere, visto che si esercitava un contratto con obblighi verso l’utenza e che non hanno mai saputo. Quindi evidentemente abbiamo creato,  con convinzione sia sul piano politico che amministrativo  quello che tra una settimana ci permetterà di posare il pallone sul dischetto del rigore,  per usare una metafora calcistica. Dopodichè toccherà al consiglio comunale prendere la rincorsa e calciare.

Un calcio di rigore che potrebbe trovare l’ostacolo del governo centrale, le cui politiche, almeno per quanto riguarda la gestione dell’acqua, non collimano con le vostre…
Non lo so sinceramente le intenzioni del governo. Di sicuro il nostro non è un evento qualsiasi, ma dietro al nostro percorso  c’è un aspetto anche giuridico da rispettare. Il consiglio di stato nei suoi passaggi è stato cristallino. nessuno oggi  può obbligare il comune di Aprilia ad accettare una situazione come la nostra. Certo proveranno sicuramente a smontare la sentenza, ma noi siamo pronti ad ogni evenienza . Non ci spaventa la situazione, forti del nostro percorso difficile, che ripeto non dura da un giorno. E non dimentichiamo che le persone hanno avuto un costo sia sal punto di vista esistenziale che monetario. Basta pensare a tutti quei cittadini che da un lato continuano a pagare le bollette del comune e dall’altro si vedono le minacce del distacco dell’acqua spesso con la presenza di vigilantes armati che arrivano nelle case per intimorire i cittadini. E poi c’è la questione di dover sostenere i ricorsi per  far valere la nostra posizione. Tutto questo è stato fatto attraverso il moviemto civico, autofinanziato dai cittadini stessi, senza nessun aiuto. Non è una cosa facile.

Tuttavia pensando in positivo si profila l’ipotesi di un brindisi, rigorosamente con una bottiglia d’acqua…
Sempre che ci sia la determinazione da parte del consiglio comunale direi di sì. Finora abbiamo esercitato i nostri diritti sul territorio, determinando una spinta ad un reale cambiamento dal basso.

E questo per noi è già una vittoria.

fonte

Perché si scrive acqua ma si legge Democrazia

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