L’Italia è tra gli ultimi Paesi europei per la diffusione della banda larga, quindi di Internet e dell’economia digitale. Una ricerca dell’istituto Eurostat della UE ci accomuna a Grecia, a Bulgaria e Romania. E’ dimostrato che lo sviluppo economico e la Rete viaggiano di pari passo. La Grecia è già fallita. La banda larga è una necessità, come l’elettricità o le strade. La mappa di Eurostat è parlante. Nel Mediterraneo ci sono isole “verdi” con la banda larga: la Corsica, le Baleari, persino Malta e isole “bianche”, scollegate dal mondo, le nostre isole: Sicilia, Sardegna, l’isola d’Elba. Come è possibile che la Corsica abbia una diffusione della banda larga superiore a QUALUNQUE regione italiana? Ho trascorso qualche giorno in Sardegna e in alcune zone non funzionava neppure il cellulare.
L’Italia è unificata dalla banda stretta, al Nord come al Sud le telecomunicazioni sono più arretrate di alcuni Paesi africani. In Lombardia la diffusione della banda larga è inferiore a regioni della Polonia ed è allo stesso livello delle aree più povere della Spagna come La Mancia. Questa situazione non può essere addebitata al caso, ma alla totale mancanza di visione del futuro dei politici e della Confindustria ridotta al ruolo di concessionaria dello Stato, di favorita che concede le sue grazie in cambio di concessioni governative. Senza telecomunicazioni di avanguardia non c’è un domani per il Paese e neppure un presente.
Nulla in questo Paese avviene a caso. Quindi bisogna porsi la solita domanda: “Cui prodest?“, “Chi ci guadagna?“. Chi trae vantaggio da leggi insensate come la legge Pisanu che proibisce di fatto il wi fi? Dalla priorità massima data al digitale terrestre preistorico per aumentare le televendite? Dalla tassa sulle memorie digitali detta “Equo compenso” che ne aumenta il costo per le eventuali copie abusive fatte dagli utenti (puniscono l’intenzione, non il reato come nel film “Minority report“)? Dall’assegnazione delle licenze Wi Max ai soliti operatori telefonici che le hanno tenute nel cassetto? Dal blocco degli 800 milioni di euro già stanziati per lo sviluppo della banda larga dal quasi ottantenne Gianni Letta con la risibile scusa che saranno spesi a fine crisi (senza le telecomunicazioni la crisi non può che aumentare!)? E tralascio le leggi CONTRO la Rete, la distruzione a cuore aperto di Telecom Italia e del suo utilizzo per costruire dossier illegali contro i cittadini italiani. La nuova Italia non sarà televisiva, né di questi partiti, né di questi politici. La Rete è una minaccia allo status quo. Per questi manichini del Potere è meglio il Titanic dello sviluppo. La banda è stretta, la Grecia è vicina.

fonte

Infine: l’Amministazione Pubblica si avvicina ai cittadini (solo quelli italiani) con la posta elettronica certificata, ma in uno Stato con la “banda stretta” assomiglia molto ad un CEC PAC(co)

N.B. Comunicazione Elettronica Certificata tra Pubblica Amministrazione e Cittadino (CEC-PAC)

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