Ne abbiamo parlato più volte di Firenze, patrimonio mondiale dell’UNESCO, che  rischia cedimenti strutturali dei monumenti – quali la Fortezza da Basso – e degli edifici privati lungo il percorso dei tunnel TAV e della stazione sotterranea, due tunnel di 7 km e uno scavo gigantesco per la stazione.

Non è un invenzione di un gruppetto di comunistacci mangiabambini notavvini anti progresso, ma è il risulta di una ricerca di Ferrovie, si presume anche in base ai precedenti da Salerno a Torino (passando dal Mugello e Bologna)  rilanciata da un  quotidiano locale, scoop giornalistico che è rimasto isolato lasciando la cittadinanza  (disi)informata.

– vd “Elenco degli edifici a rischio messo a punto dalle Ferrovie” a questo link

Per superare il gap dei media locali e delle istituzioni ciecamente schierati con il potere forte un gruppo di cittadini ha dovuto addirittura autotassarsi e pagare una pagina di giornale per informare.

Certo diventa disarmante quando i pochi interessati e  preoccupati, in cerca di informazione,  sbattono contro un muro di gomma.

Tav, piange il telefono

“Pronto, Ferrovie la mia casa rischia?”

PRONTO, Ferrovie?

«Sì, questa è la portineria di via Salvagnoli. Dica».

Senta, io abito in viale Spartaco Lavagnini, proprio dove scaveranno il tunnel della Tav. Con chi devo parlare per sapere se la mia casa è a rischio?

«No, guardi che ha sbagliato. La Tav mica la facciamo noi».

E ALLORA di chi è?

«No no, non è delle Ferrovie».

Ma come? Il sottoattraversamento, i treni superveloci, il tunnel, la talpa che scava e buca tutto? Ma lo sanno tutti che lo fate voi!

Ci sono volute 17 telefonate, rimbalzi da un centralino all’altro, prima di arrivare ad avere questo numero di telefono. E’ quello di una delle portinerie di FS a Firenze, e anche se l’aveste non ci ricavereste un fico secco. Quindi, preparatevi: se abitate vicino o proprio sopra il tracciato del tunnel, se siete entrati nel mirino della talpa, sappiate che non c’è nessun ufficio informazioni, nemmeno uno straccio di call center che vi aiutia conoscerei rischi che corrono le vostre case; se saranno tutelate, come e da chi. Né alle Ferrovie, né in Comune. Dopo qualche esortazione, al centralino di via Salvagnoli si arrendono. Forse la Tav la fanno davvero loro, forse qualcuno ci dovrà pur essere che se ne occupa. «Un attimo eh… resti in linea (consulta i colleghi). Pronto, è ancora lì?». Sì, ci sono speranze? «No, non so con chi farla parlare». Nessuno? «Eh sì, qui è un po’ così». Come un po’ così? Insomma, Ferrovie fa il tunnel della Tav, frecciarossa, frecciargento, carta oro, blu, verde, carte di tutti i colori e non ha previsto un ufficio per dare informazionia chi dovrà abitarci sopra? «Per ora no». Ma io come faccio a sapere se la mia casa potrebbe subire danni, crepe, crolli. «Le posso dare il numero della portineria di viale Lavagnini». Ma lì mi hanno appena detto di parlare con voi. «Ah… (20 secondi di silenzio), mi dia il suo numero che la richiamo». Naturalmente, siamo noi a richiamare. Alla fine ci danno un altro numero di telefono. «Senta, chiami la dottoressa Monte. E’ lei che si occupa degli immobili». Finalmente, qualcuno allora c’è? «Sì, ma non oggi». Domani? «Forse neanche domani. Sa, potrebbe essere in ferie». Potrebbe? «Eh sì, potrebbe». Proviamo, ma della dottoressa non c’è traccia. Cambio di rotta. In fondo, i lavori li fanno a Firenze, e a Palazzo Vecchio ci dovrà pure essere un ufficio apposta. «Buongiorno, sono Alessandra, in che cosa posso esserle utile?» Stessa trafila. Le spieghiamo che viviamo lungo il tracciato, che il giornale parlava di vibrazioni, crepe, scossoni, rumori. Lei flemmatica risponde: «Stia tranquillo, che crede, l’avranno fatta una valutazione. Voglio dire, viale Lavagnini è pieno di palazzi». Appunto, però i giornali… «Ah, guardi, quello che c’è sui giornali non è detto che sia effettivo. Comunque chiami questo numero, ufficio Infrastrutture e mobilità: 055…. E’ in via Giotto, al 4» Chiamiamo. Una, due, tre, quattro, cinque volte. Sempre occupato. Proviamo col web. Sito delle Ferrovie. Bisogna frugarlo in lungo e in largo. Passare dal link “Rfi” e poi ingarbugliarsi in altri4 passaggi per avere l’indirizzo www.osservatorioambientale.nododifirenze.it.

Ma l’unico modo per mettersi in contatto con i tecnici è tramite mail. Risposte?

Macché.

In una giornata di ricerche, c’è solo una persona che ha saputo parlare di entità del rischio, testimoniali, perizie, tutele legali. Dove? Digitate “No Tav Firenze” su Google

Fonte Repubblica Firenze 6 luglio 2010

firenze5stelle@gmail.com

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