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Il punto della settimana dal 10 al 15 Ottobre 2010

Buona tisana a tutti da  Massimo Gramellini

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Il punto della settimana di Massimo Gramellini – buona…, posted with vodpod

È stata una settimana un po’ nervosa.
– Berlusconi e Fini si sono stretti la mano. Un’ora dopo Berlusconi è andato a farsela operare.
Quando gli hanno tolto le bende era già guarito. Il suo caso verrà affrontato a Voyager.

7– Cominciamo il giro isterico d’Italia da Milano, dove un tassista è stato pestato a sangue da una banda di bulli perché aveva investito il cockerino di una di loro. La Lega ha chiesto che ai tassisti sia concesso il porto d’armi. Ma immagina se il tassista fosse stato armato e avesse ucciso la proprietaria del cockerino. Adesso qualcuno direbbe che i proprietari di cani devono avere il porto d’armi. Ma immagina se la proprietaria fosse stata armata e un passante avesse pestato la cacca del cockerino, arrabbiandosi come un bufalo, e la donna, avesse fatto fuoco. Adesso qualcuno direbbe che tutti i passanti devono avere il porto d’armi. Ma immagina se il passante fosse stato armato. Avrebbe risposto al fuoco, sbagliando mira e colpendo un inquilino sportosi dalla finestra per curiosare. Adesso qualcuno direbbe che tutti gli inquilini dotati di finestra devono avere il porto d’armi.
Ma immagina se l’unico a essere armato fosse stato il cockerino. Armato di guinzaglio, dico, come usa nei paesi civili.
Forse ci saremmo risparmiati questa carneficina.

6Amore di mamma. Il mio ragazzo è il figlio più tenero e migliore che ci sia al mondo. Un gentiluomo, un altruista che paga il prezzo di essere troppo una brava persona.  Non vedo l’ora di conoscerlo.  Il passamontagna gliel’ha fatto mettere la mamma, per non prendere freddo.

– Ecco come, in una lettera al Secolo XIX, un padre racconta la sua esperienza allo stadio con i bambini.
Un solerte steward ordina al mio figlio più grande di togliere la maglia con i colori della sua squadra, che porta al collo. Mio figlio oppone resistenza e lui gliela estirpa. Io mi giro e vedo che tre ultrà entrano con sciarpe e bandiere della stessa squadra. Mentre urlo al vento il mio sdegno, al mio figlio più piccolo tolgono il cartoncino col succo di frutta. Poi entro e vedo le bestie. Loro hanno tutto: bandiere che bruciano, cesoie, fumogeni, bombe carta. Non porterò mai più i miei figli a vedere la nazionale. Se la vadano a vedere quelli che mettono a ferro e fuoco una città e che per questo vengono scortati dentro lo stadio, come i cardinali in sedia gestatoria, a delinquere come meglio credono.

5 – Ci spostiamo a Roma, dove un ragazzo romano ha litigato con Maricica Hahaianu, una infermiera rumena, e l’ha uccisa con un cazzotto. Ma cosa avrà imparato in famiglia? Proviamo a ricostruirlo dalle dichiarazioni rilasciate dallo zio al giornale Il Fatto. Le donne a volte se la vanno a cercare, perché sanno che la legge le difende. Se mio nipote fosse un tipo aggressivo l’avrebbe menata subito. Lei si è permessa di insultarlo perché ha visto che era un debole, un ragazzo normale che ha la fidanzata e un gatto che tratta come un figlio. Io le persone le valuto anche da come trattano gli animali.
Io anche da come trattano gli umani.

– Il nostro Giro d’Italia finisce a Pescara, dove un tizio si mette a far pipì per la strada, una ragazza lo rimprovera e lui la prende a testate.
Vi scongiuro: quando qualcuno vi rimprovera, prima di passare all’azione contate fino a dieci e poi ditegli:  Ma vaffanbicchiere! No, per carità, non ditelo! Che poi vi danno due giornate di squalifica come a Santoro.

4 Miracolo in Cile!
I 33 minatori liberi?
No. Il presidente Sebastian Pinera.
Aveva promesso: se vinco le elezioni, vendo la mia tv Chilevisiòn.
Bene, ha vinto le elezioni e ha venduto la tv. Ma non a Piersebastian Pinera. A Time Warner. Miracolo!

3 – Il presidente dell’Antimafia Pisanu ha dichiarato che alle ultime elezioni amministrative è stata candidata gente indegna. Su Repubblica, Saviano ha raccontato come funziona il controllo criminale del voto. L’elettore che vuol vendere il suo voto si fa dare dai clan una scheda già compilata. In cabina si mette in tasca la scheda che gli hanno dato gli scrutatori e quando esce la consegna ai clan e si prende i soldi. La scheda non votata viene compilata dal clan e data all’elettore successivo, che la prende e tornerà con una pulita. E avrà il suo obolo: 50, 100 euro o un cellulare.

2 In Piemonte sono meno organizzati. Se vuoi presentare una lista alle elezioni, devi raccogliere un certo numero di firme. A meno che tu non sia collegato con una lista già presente nel consiglio regionale.
Alle elezioni di marzo si sono affrontati Cota per il centrodestra e Bresso per il centrosinistra e ha vinto Cota per poche migliaia di voti: circa 9000. Due delle liste schierate con Cota non hanno però raccolto le firme, una dichiarando di essere collegata con l’Udc e l’altra coi Consumatori.
Peccato che l’Udc e i Consumatori stessero dall’altra parte, con la Bresso.
Il caso, anche umano, più clamoroso è la lista “Al centro con Scanderebech”. Questo Scanderebech (che agli elettori regala il normografo per scrivere il suo nome) stava con Forza Italia. Poi è passato all’Udc, poi è stato espulso dall’Udc, però quando Vietti è stato eletto vicepresidente del Csm, è andato lui in Parlamento come primo dei non eletti dell’Udc.
Passando con il Pdl. Poi è rientrato nell’Udc, e al momento dovrebbe essere lì, ci sono due che lo tengono per le braccia, come l’ultrà serbo.
Comunque a marzo era contro l’Udc e quindi i voti della sua lista forse andranno tolti a Cota, a meno che l’elettore abbia messo una seconda croce anche sul nome di Cota. Ed è quello che si sta controllando in questi giorni.
Spero di essere stato chiaro. Altrimenti chiamate Scanderebech. Lo trovate Al Centro.

1 – Finiamo in gloria. Grazie all’iniziativa del preside Gianluigi Cadei, sempre sia lodato, nella scuola di Adro non ci sono più i simboli della Lega. Arrotolati gli zerbini, staccati i pannelli, coperti gli adesivi. Il Sole delle Alpi resta solo sopra il tetto e dentro la testa del sindaco.
Ma un altro sindaco leghista lo sta oscurando. Gian Paolo Gobbo di Treviso. Il Corriere della Sera racconta che il regista Francesco Patierno voleva girare un film a Treviso. Titolo Cose dell’altro mondo. Trama: un tornado si porta via tutti gli immigrati, mandando in crisi gli imprenditori locali guidati da Diego Abatantuono.
Ma Gobbo ha posto il veto: Non voglio che temi simili sfiorino la mia città.
E ha raccontato al regista la barzelletta che riassume il suo pensiero: un extracomunitario, un terrone e un sindaco incontrano Aladino con la lampada dei desideri. Vorrei tornare nel mio paese, chiede l’extracomunitario e puff, sparisce. Vorrei poter lavorare in un sud libero dalla mafia, chiede il terrone, e puff, sparisce. Tocca al sindaco: io non chiedo nulla, i miei due desideri sono già stati esauditi.
Praticamente la barzelletta di Gobbo è la trama del film. Quindi, delle due l’una: o Gobbo non ha capito il film. Oppure non ha capito la barzelletta che ha raccontato.
Cose dell’altro mondo!

fonte

MoVimento 5 Stelle

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