Il punto della settimana dal 16 al 23 Ottobre 2010

La settimana vista da  Massimo Gramellini

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Il punto della settimana di Massimo Gramellini …, posted with vodpod

 

Questo spazio d’informazione è interamente de-sabrinizzato. Silenzio stampa pneumatico sui dolenti casi di Avetrana. Quindi adesso tutti cambieranno canale.
7 – Non parliamo di orchi, ma di una buona notizia. La spazzatura. Berlusconi ha detto che sarà tutto a posto in 10 giorni. Forse applicherà a Terzigno il Lodo Alfano. Per proteggere le quattro più alte discariche. Per fortuna il sindaco Iervolino ha preso una posizione molto operativa e rassicurante. Ha detto: Che il Signore ci protegga. Almeno lui… Mi hanno messo tristezza i tricolori bruciati dai manifestanti. Questa povera bandiera. Al nord la vogliono usare come carta igienica. Al sud come legna da ardere. Non abbiamo il senso dello Stato. A noi è lo Stato che fa senso. È il capro espiatorio di tutto. Sembra che lo abbiamo inventato apposta.
6 – Quando la realtà supera la satira. Avevamo tutti ironizzato sul diluvio di interviste e baracconate varie che avrebbe travolto i minatori cileni che riemergevano dal sottosuolo. Io avevo scommesso con gli amici che uno dei minatori avrebbe chiesto di tornare in miniera. Ho perso la scommessa. Perché non l’ha chiesto uno solo, ma molti di più. Ecco un elenco di quel che hanno già fatto fare in televisione a questi poveracci.
– Una tv cilena ne ha filmato uno mentre esce nudo dal mare come Venere e si accovaccia sulla spiaggia. Per pregare.
– Una tv giapponese ne ha filmato un altro mentre in ginocchio, di fronte ai compagni sghignazzanti, chiede a una donna di oltre cento chili se vuole sposarlo.
– Una tv americana ha chiesto a un altro minatore di fingere di morire in diretta durante un talk show, senza rivelare dove aveva nascosto i soldi datigli dalla tv.
Suggerirei ai minatori di venire in Italia. Qui non può succedergli nulla di terribile. Al peggio finiscono dentro un plastico di Porta a Porta.

5 – E ora una notizia di scienza. Secondo la neurologa Susan Greenfield, direttrice del Royal Institute di Oxford, esiste una stretta connessione fra l’espandersi della tecnologia e i fenomeni di regressione infantile.
Secondo l’illustre scienziata, un’eccessiva esposizione alle telecamere e ai social network della Rete determinerebbe un desiderio incontrollabile di riprendere le abitudini dell’infanzia.
Un collega della dottoressa Greenfield ha poi affermato che di fronte a una situazione frustrante, l’uomo adulto tende a regredire verso tecniche di soddisfazione anteriori, infantili, che credeva di aver abbandonato da tempo.
4 – Adro. Il sindaco Oscar Lancini non demorde. Dopo che il preside gli ha oscurato i settecento soli delle Alpi con cui aveva griffato la scuola del paese, quell’uomo tenace vorrebbe realizzare una scultura del Sole delle Alpi di sette metri di diametro, da collocare nella rotatoria che dalla provinciale immette in paese. Pare sia l’unico modo per far capire a Renzo Bossi che lì c’è una rotonda.
Ormai questa del sindaco è una ossessione. La prossima settimana dirà di aver visto un Sole delle Alpi che piange.
3- Ah, il doppiopesismo! Per bilanciare le polemiche sui simboli di partito in una scuola pubblica, la Gelmini ha mandato gli ispettori in una scuola materna di Livorno, dove secondo alcuni giornali sventolava nientepopodimenochè una bandiera. Rossa. Ma rossa rossa.
Sai cos’hanno scoperto? Che la bandiera era sul retro dell’isolato, vicino a una targa che ricorda come in quel luogo – un ex teatro – nel 1921 fosse nato il partito comunista. Quindi il parallelo con Adro rientra nella famosa serie: Cavoli a merenda. Anche se, leggendo le cronache di quel lontano avvenimento, ho scoperto che il tetto del teatro era sconnesso e ci pioveva dentro, tanto che Gramsci dovette proclamare la nascita del PCI sotto un ombrello. Quindi una certa analogia con le scuole pubbliche di adesso esiste.
Ma non è finita. Anche noi abbiamo i nostri segugi. E hanno fatto una scoperta incredibile. Vicino alla targa della scuola materna campeggia una scritta, sfuggita persino agli ispettori: TARTUFINA TI AMO. Tartu-Fina. Sarà di sicuro la compagna di Fini, cioè dell’uomo con cui i soviet di Livorno intendono allearsi per fare il golpe.
2 – Vorrei smentire le affermazioni del tuo amico Bono, che da anni insinua che il governo italiano sarebbe fra i meno attivi nella campagna per l’azzeramento del debito del Terzo Mondo. Ebbene, a fine 2004 il governo Berlusconi (dell’epoca) ha condonato il 90% dei debiti di un Paese in difficoltà, riducendolo da 500 a 50 milioni di dollari locali. Come dire: da 150 a 15 milioni di euro. Non solo, il premier si è battuto personalmente presso le organizzazioni internazionali perché facessero lo stesso.
A questo punto vorrai sapere che Paese è.
Antigua.
Berlusconi ha investito 22 milioni di Euro per comprarvi 5 case. Tra l’altro non si ricordava neanche più di averle, l’ha scoperto grazie a Report.
Ora, nessuno intende mettere in collegamento il gesto generoso del premier con l’acquisto di 5 ville nell’isola.
Suggerirei solo una clausola di reciprocità. Un miliardario di Antigua compra 5 ville in Italia e in cambio si becca il 90% del nostro debito.
Il presidente del Consiglio ha citato in giudizio Report per diffamazione. La Gabanelli ha commentato:  La differenza tra me e Berlusconi è che se io mi sento diffamata non posso portare in tribunale lui, mentre lui può portare in tribunale me. Ecco un esempio di vero doppiopesismo.
1 – Questa l’ho anche scritta sul giornale, ma ancora non ci credo. Sto parlando della nuova delibera del Popolo della Libertà. Ai punti 1-2-3-4-5 prende una serie di decisioni rivoluzionarie. I congressi locali, provinciali e regionali del PDL potranno eleggere chi vogliono, come vogliono e quando vogliono. A maggioranza, naturalmente, e con tutte le garanzie democratiche. Poi però si arriva al punto 6: Il Presidente può a suo insindacabile giudizio, e senza l’obbligo di motivare la decisione, non dare seguito alle indicazioni delle Assemblee.
Ma non faceva prima a fare un punto unico:  Decido tutto io e non rompetemi le scatole.
È una formula veramente innovativa, che coniuga pluralismo e dittatura, libertà e marajà.
Ho subito deciso di applicare il punto 6 a casa mia. Il marito può a suo insindacabile giudizio, e senza l’obbligo di motivare la decisione, non dare seguito alle indicazioni della moglie. (Hai pagato le bollette, sei andato a ritirare i vestiti in tintoria?). Lei mi ha definito un tiranno assolutista, quando invece sono solo un leader moderno e carismatico.
Purtroppo le era rimasto un lodo retroattivo e mi ha sbattuto fuori di casa. Chissà se ad Antigua qualcuno mi rimedia un posticino.

fonte

 

 

 

MoVimento 5 Stelle

 

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