Riceviamo da Stefano Di Puccio (Consigliere Comunale nel gruppo misto) alcune considerazioni sulla ripartenza della linea produttiva della Seves Firenze, dopo l’accordo del Luglio scorso.

Sembrerebbe un buon risultato dopo che era stata preannunciata la delocalizzazione della sede di Firenze, ma comunque 44 dei 147 addetti sono stati lasciati a casa incentivati al pre pensionamento  o in cassa integrazione.

In momenti di crisi come questo la Seves non è l’unica nella Piana con problemi di chiusura aziendale. Auguriamoci che la politica fiorentina vigili ed aiuti tutti i lavoratori anche attraverso la modalità dei corsi di aggiornamento

Le considerazioni del Consigliere

Il 20 settembre è ripartita una linea di produzione dell’azienda di Seves; molti sono stati gli interrogativi, ma il più importante per me è:  quanti sono i lavoratori esclusi dalla rotazione e quali sono i criteri con cui sono stati selezionati coloro che rimangono a casa?

Auspico che tutto avvenga con trasparenza e ragionevolezza, in maniera da non lasciare amarezza o dubbi su una distinzione fra lavoratori buoni e cattivi uguale coloro che hanno fatto la battaglia sindacale.

Auspico che l’Amministrazione continui a vigilare sulla vicenda Seves, perché spesso è più facile dire a noi stessi “siamo stati bravi”, piuttosto che domandarsi se in questo accordo abbiamo messo tutto ciò che serve a garantire la ripresa reale dell’attività o ci siamo limitati ad una proposta d’intenti senza futuro e senza reali garanzie per i lavoratori.

Il 30 settembre scorso insieme a Massimo Pieri ho portato avanti questa interpellanza in consiglio:Interpellanza nr. 1083 del 30/09/2010

Soggetti proponenti: Stefano Di Puccio, Massimo Pieri

OGGETTO: Situazione attuale della società Seves

Dopo la firma del protocollo di intesa tra l’ Assessorato al lavoro della Regione Toscana, l’Assessorato alla Provincia di Firenze e il vice Sindaco del Comune di Firenze e la Società SEVES nonché i rappresentanti sindacali avvenuta in data 20 luglio 2010, con il quale in particolare:
La provincia di Firenze si impegnava a sostenere in sinergia con SEVES Spa l’attività di formazione e aggiornamento dei dipendenti SEVES ;
L’impegno delle Istituzioni a supportare il processo di ristrutturazione aziendale di SEVES a partire dalla realizzazione del nuovo forno fusorio;
L’impegno della regione Toscana a garantire all’azienda l’accesso al credito attraverso Fidi Toscana Spa;
– Dopo che nel corso del tempo erano stati sottoscritti accordi per scongiurare il ridimensionamento e l’interruzione della produzione SEVES;
– Dopo aver appreso della ripartenza dell’azienda;
– Dopo la nota in proposito del Vice Sindaco Dario Nardella del 28 settembre u.s.;

INTERROGANO IL SINDACO PER SAPERE

1. Se i corsi previsti dalla Provincia di Firenze sono già stati effettuati in tutti i comparti, comprese le seconde lavorazioni, oppure si è deciso diversamente;
2. Quali parametri sono stati adottati a tutt’oggi per scegliere chi lavora adesso, e con quali criteri;
3. Quali sono le vere intenzioni dell’azienda affinché i lavoratori e le lavoratrici possano riprendere il loro lavoro;
4. Quali sono gli strumenti che l’azienda e l’amministrazione comunale, comprese le istituzioni territoriali, intendono impiegare per la salvaguardia dei restanti posti di lavoro;

5.Quali sono le vere intenzioni di SEVES Spa Firenze per quanto riguarda la legge 104/92 sull’handicap; con quali strumenti l’azienda intende rapportarsi con gli invalidi non ancora inseriti nella rotazione; e se risulta vero che esistono quote che per legge le aziende pubbliche e private devono serbare i questo senso;
6. Qual è l’Istituto Bancario che ha erogato i denari per la ripartenza dell’azienda;
7. Quale ruolo sta avendo Fidi Toscana i questa erogazione di denaro;
8. Se tutti i dipendenti del comparto marketing sono stati reintegrati nel lavoro e qualora non fosse così quali sono i motivi.

Stefano Di Puccio

Massimo Pieri

fonte

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