Il punto della settimana dal 24 al 30 Ottobre 2010

La settimana vista da  Massimo Gramellini

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Cominciamo da una buona notizia: il baby boom dei panda. Tranquilli, Berlusconi non c’entra nulla. È stata una settimana di trionfi sportivi per il nostro Paese. Ai campionati mondiali della competitività l’Italia si è classificata 48a, lo ha detto anche Marchionne in tv, non so se l’hai sentito. Nella corsa alla lotta contro la corruzione, i nostri si piazzano a un onorevole 67esimo posto, superati da Ruanda e isole Samoa. Quanto alla crescita del PIL, l’Italia è 178a su 179 nazioni, peggio di lei  solo Haiti, che però quest’anno ha avuto un terremoto e un’epidemia. Di quale di queste emergenze si saranno occupati giornali e tv? Sono sicuro che non lo indovinereste mai…
7 – La Lega non vuole i tricolori alle finestre degli edifici pubblici di Torino durante i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità. Dice che costano troppo. Magari pensa di riciclare i soli padani della scuola di Adro. Sull’Italia Unita tira una gran brutta aria. L’ultimo segnale viene dal concorso nazionale dei notai a Roma. Subito un po’ di nervosismo perché la commissione è composta da sei magistrati romani, tre docenti romani e sei notai, tutti del sud. Il nervosismo aumenta quando ci si accorge che fra i candidati ci sono i
figli di La Russa e di Bruno Vespa (lo avranno riconosciuto perché il padre gli aveva già regalato il plastico dello studio notarile già arredato). Ma i veri sospetti arrivano quando alcuni candidati di Roma consegnano il compito con largo anticipo. La sera si scopre che la traccia d’esame era praticamente identica a un’esercitazione fatta nelle settimane scorse dai candidati usciti dalla scuola del consiglio notarile di Roma. Il giorno dopo c’è un’autentica insurrezione popolare e il concorso viene bloccato per ragioni di ordine pubblico. Non ti sfuggirà l’atroce ironia: sembra che siano riusciti a truccare persino il concorso di chi per mestiere deve certificare la regolarità degli atti altrui.
6 – Scendiamo a sud. A Camigliano, provincia di Caserta, c’è un giovane sindaco, Vincenzo Cennàme. Un ingegnere ambientale eletto con una lista civica, che nel giro di due anni trasforma il suo paese in un posto normale, con percentuali di raccolta differenziata che neanche in Engadina. Mette le luci a basso impatto energetico nel cimitero, i pannolini lavabili all’asilo nido, si inventa una moneta, l’ecoeuro, con cui ricompensa i bambini che portano a scuola il vetro da riciclare. Il tutto riuscendo a ridurre i costi. Alla faccia dei luoghi comuni sul Sud immutabile. Ti aspetteresti che gli diano un premio. Invece gli hanno dato il benservito, Ad agosto hanno sciolto il consiglio comunale, neanche fosse un covo di mafiosi, con un decreto del ministro Maroni. La colpa? Il sindaco ambientalista si è ribellato a una legge che in Campania toglie ai comuni, anche a quelli virtuosi, la responsabilità della spazzatura, assegnandola a un carrozzone della Provincia. Così siamo riusciti, con tanto di decreto presidenziale, a sporcare quel po’ di pulito che c’era.
5 – Sempre a Sud, il presidente dello Stabile di Catania, Pietrangelo Buttafuoco, scrittore di destra, ha messo in scena “Il birraio di Preston” di Andrea Camilleri, scrittore di sinistra che, dice Buttafuoco, non gli ha mai risposto nemmeno al telefono, ottenendo uno degli incassi più alti dell’intera stagione teatrale italiana. Ma ecco che la buona notizia vira verso il teatro dell’assurdo. Il pdl ha accusato il “suo” presidente di spendere soldi per degli spettacoli “di sinistra”. Buttafuoco per protesta si è dimesso e Camilleri lo ha definito “un galantuomo.” Forse adesso gli telefonerà.
4 – Eccola, una buona notizia, almeno secondo noi. In un’intervista al Corriere della Sera, il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi ha annunciato di aver trovato gli appartamenti per i rom del campo di via Triboniano. Non più quelle dell’istituto case popolari, che il Comune aveva rifiutato di concedere, nonostante gli impegni presi in precedenza. Ma abitazioni offerte da privati: il gruppo Ligresti, il Pio Albergo Trivulzio e la Fondazione Policlinico. Qualche cittadino continuerà a storcere il naso, dicendo: e a me, che sono povero ma non rom, chi ci pensa? La Caritas? Già, ma quale Caritas. Lo scopriremo fa breve.
3 – Se la lunga festa (finita) dell’Occidente ha avuto un simbolo, per me quel simbolo è stato Maradona, che proprio oggi compie mezzo secolo: auguri. Ebbi la ventura di dedicarmi a lui per un campionato intero: a Napoli, mattina dopo mattina e mattana dopo mattana. Ho spiato da dietro una siepe il bagno affollatissimo della sua casa di Posillipo. Ho sbirciato foto ricattatorie che lo ritraevano in situazioni che voi umani, eccetera. L’ho inseguito mille volte per carpirgli una battuta, quasi sempre un insulto. Ogni sera, trasmesso l’articolo dove Maradona attaccava briga con qualcuno o finiva nei guai per una ragazza, mi domandavo: cosa potrà ancora inventarsi domani per non venire a noia? Ma era solo un esercizio ginnico della mia fantasia, che il giorno dopo veniva oltrepassata dalla realtà. Quando infine si ritirò, tutti fummo concordi nel dire che un fenomeno mediatico come lui non ci sarebbe più stato. E invece ci sbagliavamo. Bunga bunga se ci sbagliavamo.
2 – Non parlerò del bunga bunga. Il nome fa ridere e si presta alle battute più svariate (noi Bunga Bunga, voi Bindi Bindi), ma in realtà definisce una pratica orribile, per quanto metaforicamente assai diffusa, come testimoniano i celebri ombrelli di Altan. Non parlerò neanche dei divertimenti serali del presidente del ConSilvio, che mi sembrano inserirsi nella scia di Hugh Hefner con le conigliette di Playboy. Quelli che il compianto Sandro Paternostro definiva “amplessi oftalmici”. Ciò che molti continuano a non capire è che lo scandalo non è la festa, fatto privato. Ma la telefonata in questura, fatto pubblico. Berlusconi è un’istituzione e non può chiamare la polizia per far liberare una ragazza marocchina accusata di furto. Tanto più spacciandola per nipotina di Mubarak come in un film di Totò. Ma Mubarak l’avrà saputo? Secondo me è furibondo. A meno che esista un accordo bilaterale per cui, quando nel paese di Mubarak arrestano una ragazza piena di cerone, quella può dire di essere la nipotina di Berlusconi. Ma non credo. Berlusconi ha detto: l’ho fatto perché sono un uomo di buon cuore, aiuto sempre chi è in difficoltà. E la ragazza ha confermato: Silvio è come la Caritas. Ne deduco che chiunque di noi abbia un problema, anche se è vecchio, brutto e sdentato, può rivolgersi al centralino Caritas di palazzo Chigi: il buon Silvio provvederà immediatamente.
1- A Napoli ha già provveduto. Ecco la buona notizia che cercavamo: entro mezzanotte il problema dei rifiuti sarà risolto. Lo ha garantito il premier, mercoledì. Ha detto: entro tre giorni. E i tre giorni scadono a mezzanotte, ora più, ora meno, visto che proprio stanotte finisce l’ora legale. Era l’ultima cosa legale che ci rimaneva, ma pare abbiano fatto un lodo anche lì.

 

MoVimento 5 Stelle

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