Il punto della settimana dal 31 Ottobre al 6 Novembre 2010

La settimana vista da  Massimo Gramellini

 

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E stata una settimana dura per i nostri connazionali all’estero. Ho ricevuto lettere da studenti dell’Erasmus e da imprenditori che dovunque venivano guardati con un sorrisino e l’immancabile: italiani, bunga bunga.

7- Ci eravamo lasciati sette giorni fa col governo che aveva posto l’ultimatum alla spazzatura di Napoli. Berlusconi aveva dato tre giorni di tempo ai sacchetti per sgomberare. Niente. Nonostante l’ultimatum sia scaduto, quelli non schiodano. Sacchetti comunisti. Oggi è venuto giù anche un pezzo di Pompei. L’armeria dei gladiatori, sbriciolata. Un Paese che va in pezzi.

6- Il comune di Milano ha deciso di erogare dei fondi per l’illuminazione delle strade, finanziando l’acquisto e l’installazione di centinaia di lampioni. Ad Antigua.
Trovo giusto che il Comune assista i suoi cittadini anche quando si trasferiscono nella casa delle vacanze.
E ad Antigua pare che qualche milanese la seconda casa ce l’abbia. Anche la terza, la quarta, la quinta, la sest…

5- Il sottosegretario alle Infrastrutture ha consegnato al commissario del comune di Bologna un assegno di 3 milioni e 800 mila euro per la messa in sicurezza delle scuole della città. Ma sono soldi del ministero, cioè dello Stato, mica suoi! Con quelli casomai ci paga altre cose. Cosa c’entra la sua faccia? E poi non capisco: ma lui è l’unica persona al mondo che ha i libretti degli assegni con la faccia sopra?

4- Il giallo della valigia rossa. Mercoledì sera, alla Malpensa, il passeggero Andrea Magnoni appena sbarcato da Berlino vede un trolley rosso e solitario che sta già girando sul nastro bagagli. Si ricorda di averlo visto altre volte. Insospettito, lo apre e dentro trova vecchie riviste e polistirolo. Scatta delle foto col cellulare e denuncia il caso al Corriere della Sera.
Ma chi ha messo lì quella valigia? E perché? Il sospetto è che sia stata la società addetta alla consegna dei bagagli. Si tratterebbe di un trucco diffuso in tutti gli aeroporti italiani: buttano sul nastro una valigia-civetta per far scattare il cronometro che indica i tempi di consegna, così da non pagare la multa se poi consegneranno i bagagli dei passeggeri in ritardo.
Ma la società smentisce, dicendo che la valigia rossa viene usata come apripista per sondare il funzionamento del nastro. E comunque il volo da Berlino era di competenza di un’altra società. Che a sua volta però precisa: La valigia non è nostra. Può darsi che qualcuno abbia premuto per errore il pulsante del cronometro. L’Enac, l’ente di vigilanza degli aeroporti, indaga.
La cosa strana è che quando poi escono le classifiche di efficienza, l’Italia è sempre agli ultimi posti.
Io un sospetto ce l’ho. Valigia rossa… Vecchi ritagli di giornale… È la valigia del leader del Pd. Ma poiché il leader non c’è, nessuno va a ritirarla e così la valigia continua a girare …

3- Questa settimana mi hanno raccontato una barzelletta divertentissima.
Volevano cantare Giovinezza al festival di Sanremo.
Giovinezza giovinezza primavera di bellezza, nel fascismo è la salvezza della nostra libertà.
Questa povera libertà… Per par condicio era prevista anche l’esecuzione di Bella Ciao. Di qua la canzone della Resistenza, di là quella della dittatura.
Bisogna ripeterlo? Ripetiamolo. Nella guerra civile che seguì l’8 settembre non ci furono morti buoni e morti cattivi. Ma ci furono idee buone e idee cattive. Per cui i morti si possono mettere sullo stesso piano, ma le loro idee no. E neanche le canzoni che di quelle idee incarnano la memoria popolare.

2- Ieri il consiglio dei ministri ha preso di mira la piaga della prostituzione. Berlusconi è riuscito a parlarne in conferenza stampa senza mettersi a ridere, e non era facile.

Dunque: la prostituzione in strada sarà proibita e se sei straniera scatta anche il foglio di via. Chissà se verrà almeno istituito un numero di telefono amico a palazzo Chigi. Sullo slancio Mara Carfagna ha provato a inserire nel decreto la norma che punisce con l’arresto fino a 15 giorni anche i clienti.
Pare che Berlusconi l’abbia incoraggiata: Brava Mara, così dimostriamo che non abbiamo nulla da temere. Lui no di sicuro. Ha il lodo e pure la casa dove ospitarle.

1- Ecco un resoconto di quanto accaduto ieri nell’aula del consiglio dei ministri che si è svolto regolarmente a Palazzo Chigi (lo dico perchè, secondo il Times di stamattina, lui ormai riunisce direttamente i suoi ministri in piscina).
La ministra dell’ambiente Prestigiacomo chiede a Tremonti che fine ha fatto il miliardo di fondi destinato a combattere il dissesto idrogeologico.  Tremonti la guarda come solo lui e D’Alema riescono a guardare l’interlocutore – cioè come se fosse un pezzo di forfora caduto sulla giacca – e le fa: Ti avevo già spiegato che il problema è tecnico. Comunque dopo vieni fuori e te lo rispiego…
Fuori? No, tu me lo spieghi qui e ora. Piantala di trattarci da scolaretti. Non siamo stupidi, qui siamo tutti ministri. Tremonti è nero ma si trattiene e comincia a spiegare perché non le ha ancora dato i fondi:  “Ma non dire cretinate!” lo interrompe lei. Tremonti si alza, gira intorno al tavolo e insuffla all’orecchio di Berlusconi:  Se questa non mi chiede scusa, io mi dimetto.
Allora Berlusconi scrive un bigliettino (guarda che quell’uomo ha una pazienza!): Cara Stefania, Giulio mi ha detto che se non gli chiedi scusa prima che finisca il consiglio dei ministri, lui lascia, apre la crisi e andiamo tutti a casa. Così lei prende la parola e chiede scusa, ma solo per l’espressione usata, mettendoci un altro carico da dodici: Tutto questo nasce dall’esasperazione che ho io, e con me tanti altri colleghi!
Tremonti simpaticamente si alza e se ne va, sbattendo la porta. Ma dopo qualche minuto rientra. Berlusconi gli dice: Cerca di avere un atteggiamento più ricettivo. E poi dai, Giulio, con tutti i problemi che abbiamo… Mi fa tenerezza, quest’uomo. Ultimo duetto. Tremonti: Oggi mi sono arrivate le scuse della Prestigiacomo. Sono commosso. E lei: Ah sì, pensavo che fossero bolle di rabbia.
Poi è suonata la campana, tutti i ministri si sono messi il cappottino, hanno preso la cartella e sono usciti in cortile dove erano attesi dalle loro mamme e dai loro papà.

fonte

 

MoVimento 5 Stelle

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