Il punto della settimana  dal 7 Novembre al 13 Novembre 2010

La settimana vista da  Massimo Gramellini

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7 – Mi rivolgo alla camera per leggere un appello che poi, Fabio, toccherà a te sottoscrivere.
Gentile signor Presidente, è prerogativa dei grandi uomini saper passare sopra i problemi personali per il bene comune. Perché è evidente che fra voi esiste un problema personale. Non vi sopportate più. Lui ha esagerato. Non ha capito che un leader ha delle responsabilità e deve sempre mantenere un contegno adeguato al suo ruolo. E alla fine Lei ha deciso di mandarlo via, nonostante lui continui a ripetere a tutti che vuole restare! Però rifletta, Presidente. Il suo strappo ha fatto felici i moralisti e ha ottenuto la solidarietà pelosa di coloro che per anni sono stati i vostri comuni avversari. Ci dev’essere ancora un margine per scongiurare la crisi. Lo ha visto nei tg di questi giorni? Mai era apparso così abbacchiato. Ci mancano le sue invenzioni, le sue mattane, persino le sue gaffes! Si immagina che noia, andare avanti senza di lui? Per favore, presidente Garrone: chiami Cassano e fate la pace.
6 In Germania un medico entra in sala operatoria, vede che il paziente ha una svastica tatuata sul petto, allora esce e dice alla moglie dell’uomo: mi dispiace, non posso operarlo, sono ebreo.
Pensa se invece avesse operato il naziskin e al risveglio gli avesse detto:  Sa chi le ha salvato la vita?  Un ebreo.
5 – Vorrei prendere le distanze da un articolo della Stampa scritto da me, in cui si ironizzava sul fatto che il presidente del Piemonte, Cota, reggeva il posacenere di Bossi alla prefettura di Vicenza durante la visita alle zone alluvionate. Cota ha spiegato che la foto è traditrice: lui non stava reggendo il posacenere a Bossi, glielo stava passando. E Bossi non stava fumando il sigaro in un luogo vietato, ma lo stava spegnendo. Per questo aveva chiesto a Cota il posacenere.
4 – Il ministro Bondi è stato invitato a dimettersi dopo il crollo della Casa dei Gladiatori a Pompei.
Il ministro Sacconi lo ha difeso così: “Perché, quelli si sono dimessi quando è crollato il muro di Berlino?”
3Scrive un lettore del Corriere della Sera. In occasione delle primarie milanesi, il segretario del PD Bersani mi scrive personalmente. Che emozione. Busta bianca con il logo PD, pieghevole col segretario in camicia con maniche rimboccate (particolarmente adatta alla temperatura di questi giorni ndr)… Un attimo. Guardo meglio la busta e scopro che il mio nome di battesimo, Antonino, per il PD diventa Alberto. Alberto Luca. No, Alberto no. Mi chiamo Antonino, per gli amici Nino. Come si fa a dare ascolto a chi ti chiama col nome di un altro? Guardo la busta inviata a mia moglie Natalia. “Gentile Renzo…” Ma no! Il cognome è il suo da signorina, l’indirizzo è il nostro, ma i nomi di battesimo credo siano stati sorteggiati.” Visto che loro cambiano tutti gli anni e restano sempre gli stessi, hanno pensato di far cambiare nome anche agli elettori.
2Sembra una favola, ma è una storia vera e si svolge ad Asti.
Enrichetto ha 55 anni e un cuore di bambino. Gira in bicicletta, estate e inverno, nascosto sotto un cappello con la coda che i bambini veri si divertono a tirare. Un giorno in cui pedala troppo a zig-zag viene fermato per guida in stato di ebbrezza. Due mesi agli arresti domiciliari, neanche fosse uno della Cricca. Enrichetto.
Ma una mattina si sveglia con la voglia di salame. Ricorda di averne visto uno nella vetrina del macellaio ed esce di casa per andarlo a comprare. Una vicina lo intercetta attraverso lo spioncino e avverte i carabinieri. Allarme, il prigioniero è evaso! Enrichetto torna a casa col salame, tutto contento, ma sulla porta trova le guardie.
Finisce nel carcere di Asti. Rifiuta il cibo, come se volesse lasciarsi morire. La sua non è una protesta. È che gli è venuta la malinconia. Sa che dopo la condanna per guida di bici in stato di ebbrezza, adesso ne arriverà un’altra: evasione per un panino al salame.
La storia è accaduta in estate. Poi a Enrichetto si sono interessati i giornali e i politici, è lui è tornato a casa, ha ripreso a mangiare. Ma intanto la giustizia ha fatto il suo corso e ora tutte le notti Enrichetto deve tornare in carcere per scontare l’ultima parte della pena. Dieci km lungo una strada buia, da percorrere a piedi perché gli hanno tolto anche la bici. L’altra sera un camion non l’ha visto e l’ha buttato nel fosso.
Vorrei proporre il LODO ENRICHETTO, quello per cui le leggi smettono di essere il trastullo dei potenti e la trappola dei semplici.
1 – Dopo l’invito di “Vieni via con me” a Fini e Bersani per elencare i valori della destra e della sinistra, ecco una lista di potenziali elenchi da far leggere agli altri leader politici presenti in Parlamento per rispettare la par condicio.
Bossi, forte della sua recente laurea honoris causa in scienza della comunicazione, fa l’elenco delle metafore politiche a cui è più affezionato: pernacchia, dito medio, rutto, ombrello, col tricolore pulitevi il, sono porci questi romani, Trota in umido o alla griglia.
Casini fa un elenco delle sue posizioni preferite. Grande Centro, Piccolo Centro, Centrino, Centro storico, Centro commerciale, Centro culturale, Centro congressi, Centro sociale, Centro di recupero, Centro benessere, C’entro anch’io? No tu no!
Di Pietro legge i sinonimi del verbo ‘arrestare’. Ammanettare, catturare, immobilizzare, imprigionare, incarcerare, incatenare… (e lì si ferma perché ha raggiunto l’estasi)
Berlusconi legge la lista dei ministri del Berlusconi bis. Affari Esteri: Ruby. Affari Interni: Noemi. Affari Suoi: Ghedini (l’unico che lo fa per amore).

MoVimento 5 Stelle

 

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