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La neve che ha ricoperto Firenze ha svelato in realtà l’arrogante incapacità della Amministrazione locale di prendersi le proprie responsabilità.

Secondo il Movimento Firenze5stelle è vergognoso che 20 cm di neve abbiano costretto i cittadini a vivere per giorni disagi incredibili. Ma come risponde la politica? Evidentemente, tutti sapevano che a Firenze sarebbe scesa la neve tranne il Presidente Rossi ed il Sindaco Renzi.

Il Presidente Rossi se la prende con RFI ed il Sindaco con “i casini che ci sono stati attorno a Firenze”. Sono parole che non meritano commenti. E’ l’ennesima dimostrazione dell’indecente disinvoltura con cui la politica, di fronte ai problemi della gente, ama praticare la propria attività preferita: quella dello scaricabarile! Il rottamatore Renzi dimostra ancora una volta di utilizzare mezzi di comunicazione “moderni” come face-book per mandare messaggi e assumere atteggiamenti da prima Repubblica.

MoVimento 5 stelle – FIRENZE

http://vimeo.com/18014791

 

E LA PIOGGIA SPAZZO’ VIA LA NEVE! 6 MOTIVI PER NON DIMENTICARE… 


E alla fine la pioggia arrivò. I primi barlumi di sole erano un bel segnale ma è grazie all’acqua piovana che lentamente la situazione sta tornando alla normalità.

Che si alzino al cielo i calici, la provvidenza è arrivata! L’allarme neve possiamo dire (ancora con cautela…) è terminato. Lavato e portato via dallo scorrere della pioggia.

Ma la rabbia rimane. Tante cose sono state dette, le polemiche non sono mancate, anzi si sono sprecate. E il giochino dello scaricabarile ha già fatto capolino nel momento del resoconto sulle responsabilità.

Tutto nel segno della migliore tradizione della penisola. Resta il fatto che la Toscana  ha vissuto giorni e momenti di incubo.

In redazione ne abbiamo lette di tutti i colori: proteste, situazioni al limite della decenza vissute dai cittadini, foto deliranti, comunicati che promettono ma non mantengono, informazioni attese e mai arrivate.


A questo punto è inutile aggiungere caos al caos, fare processi e tagliare teste. Resta il fatto che una nevicata prevedibilissima e di una portata non certo stratosferica ha messo in ginocchio una Regione intera e le sue città. Semplicemente l’emergenza è stata affrontata senza preparazione. E ciò non deve succedere mai più. In un’epoca mediatica in cui le informazioni sono consumate e archiviate in tre o quattro giorni e poi passa tutto per il dimenticatoio abbiamo deciso di elencare sei promemoria che illustrano ciò che è successo e che è meglio evitare nelle prossime emergenze. Consigli, regole, fatti di cronaca: a voi la libertà di interpretazione. L’importante è che rimangano in mente e non si anneghino nello spumante dei festeggiamenti o nella digestione del panettone. O peggio ancora, dietro classifiche su qualità di vita e servizi al cittadino che in questi giorni si sono sciolte molto prima della neve rimasta intatta e padrona della strada.
1) La mancanza di comunicazione: superstrade chiuse e poi aperte. Aperte e poi chiuse. Catene sì e catene no. Radio dove si sente di tutto meno che aggiornamenti sulla viabilità. Strade che si chiudono improvvisamente e non riaprono. Tabelloni bus e treni indecifrabili. Bollettini meteo sballati da parte dei Comuni. Spazzaneve attivi ma che nessuno ha visto. Parcheggi a pagamento sgombrati e puliti (ci sono i comunicati) e in realtà smascherati da foto che li ritraggono in pessime condizioni. Le comunicazioni sono andate in tilt e se saltano in situazioni d’emergenza la frittata viene da sé.
2) Il ruolo delle Istituzioni Comunali: ne abbiamo sentite troppe. Secondo quanto riportato dalla grande maggioranza dei sindaci la macchina organizzativa ha funzionato benissimo. Eppure da ogni parte della regione sono arrivate segnalazioni di situazioni inaccettabili. L’autocritica e le scuse a volte sono fondamentali. E’vero che i cittadini hanno avuto le loro colpe circolando senza catene ma gli spazzaneve sono intervenuti troppo tardi e le strade in molti casi andavano bloccate prima. Non viviamo in luoghi dove siamo abituati ad emergenze neve (e infatti la circolazione auto ha avuto un flusso regolare nei paesi dell’Amiata dove d’inverno ci convivono con le precipitazioni) e ciò può essere scusabile. Ma impiegare ore per attraversare Siena, vedere i disagi della Valdelsa, e sentire racconti di bambini bloccati dentro le scuole sono tutti avvenimenti che esigono scuse immediate.
3) Il senso civico dei cittadini: macchine e camion intraversati. Fenomeni alla guida che si sono bloccati in mezzo alla carreggiata più tempo del ghiaccio sull’asfalto. Impiegati che al primo fiocco di neve sono fuggiti dagli uffici e si sono catapultati nell’abitacolo sgommando via per 100 metri per poi fermarsi perché tutti hanno avuto la stessa idea. Obblighi di catene snobbati in pieno. Il senso civico in alcuni casi è mancato ed ha messo in crisi gli automobilisti che hanno preso le giuste precauzione per il maltempo. Che nevicasse venerdì non lo sapevano soltanto i Comuni.
4) Le autostrade e le superstrade: qui non aggiungiamo altro a ciò che è stato diffuso su larga scala da tutti i media nazionali. Il Presidente della Regione Toscana Rossi ha fatto il nome esplicito di Benetton tra i capi d’accusa. L’A1 è stata gestita in modo vergognoso, senza un minimo di comunicazione. Non è davvero accettabile che un servizio pagato così profumatamente per un’emergenza del genere paralizzi l’Italia. Per quanto riguarda l’Autopalio…non gettiamo altro fango…vi terremo aggiornati sulle nuove lamentele di quelli che ancora devono arrivare…(Ah, poi è così cool parlare d’infrastrutture!)
5) Le ferrovie: “Arriverà o non arriverà? Si eccolo, 5 ore (se va bene) di ritardo ma eccolo…Ah ma è pieno! Che freddo! Si è rotto anche il riscaldamento? Ma il biglietto non lo rimborsate? E perché?”. Ecco questa conversazione possiamo mandarla in loop all’infinito…
6) Il giochino dello scaricabarile: Rossi (Presidente Regione Toscana): “Siamo parte lesa”. Renzi (Sindaco di Firenze, venerdì vero e proprio tappo d’Italia): “L’idea che l’amministrazione comunale sia responsabile è una barzelletta”. Matteoli (Ministro infrastrutture): “Voglio spiegazioni” (e noi no?) Gabrielli (Capo  Protezione Civile): “Nei limiti abbiamo fatto tutto quello che c’era da fare. Le autostrade dovevano chiudere i caselli e gli automobilisti montare le catene”. Lo Presti (codirettore generale Autostrade per l’Italia):”L’informazione l’abbiamo data. Purtroppo molti mezzi non erano correttamente equipaggiati”. I guidatori senza catene “Colpa loro. Io non sapevo niente”. I sindaci ve li risparmiamo, sono troppi.

Nota finale: l’ordine di lettura è a piacere del lettore.

fonte

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