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Staordinario il successo della raccolta firme, ottimo risultato la corte costituzionale che approva due quesiti referendari, tempestive le dichiarazioni ufficiali del forum dell’acqua sul “diritto al voto” ; la campagna referendaria sta per giungere al suo culmine con la “potente macchina bellica dei SI’ all’acqua privata” contrapposta al volontariato, ma attenzione anche alle mine vaganti, una (il dilagante astensioni al voto)  potrebbe infranfìgersi su noi tutti.

Debora Billi nel fare la “Cassandra”  (qualcuno lo deve pur fare) ricorda a tutti (cittadini, movimenti, associazionismo ecc …) del problema “quorum” …. cominciamo da cittadini la nostra campagna referendaria ed informiamo colleghi, amici e familiari per la difesa dei beni comuni

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Cassandra, e pure pessimista cosmica. Così mi tacciano. Lungi dall’offendermi, persisto: e dico la mia sul referendum per l’acqua pubblica.

Mica sono tanto contenta, sapete. Tutti li a festeggiare “Evviva! Abbiamo vinto!”, ma io ci penserei su prima di andare a brindare dal Nasone (nella foto, il rinomato locale romano). Non mi diverto a prospettare sempre sfaceli, mi limito ad osservare i precedenti.

E i precedenti mi dicono che i referendum, in Italia, non raggiungono più il quorum da un pezzo. La gente semplicemente non va a votare, se ne frega, se ne disinteressa. “Ehhh, ma stavolta è diverso…” replicherà qualche entusiasta. Sarà pure diverso, per carità, non discuto: ma occorre non dimenticare mai la potenza di fuoco dell’avversario. Riuscite ad immaginare i dibattiti televisivi, gli articoli di giornale, i volantini postali, e poi gli addetti al marketing, le agenzie di PR, l’immensa macchina pubblicitaria, tutti mobilitati per convincere il pueblo che andare a votare è inutile, che l’acqua “resterà pubblica”, che privatizzare i servizi idrici significa avere poi un servizio meravigliosissimo e stupendissimo perché, si sa, lo Stato è inefficiente mentre i privati sono votati da sempre alla soddisfazione dell’utente e funzionano alla grande.

Se la berranno, temo. Tale potenza di fuoco riesce a far credere ai cittadini che Gesù Cristo è morto de freddo, per dirla irrispettosamente alla romana, e ne abbiamo ampi riscontri.

Riuscite ad immaginare cosa succederà se, Dio ci scampi, non si dovesse raggiungere il quorum? Ci privatizzeranno anche l’acqua piovana, come accadde a Cochabamba. Non si potrà più fiatare, e neppure appena obiettare fievolmente. “E’ la volontà popolare!” tuoneranno, mentre ci attaccano il contatore al rubinetto del bidet.

Perché ho questa strana sensazione che ce la siamo cercata?

fonte

Archivio iniziative campagna referendaria

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