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La penetrazione urbana della linea ferroviaria ad Alta Velocità/Alta Capacità nel Nodo di Firenze si inserisce nel più ampio complesso di interventi infrastrutturali previsti per la realizzazione della linea AV/AC Milano-Napoli. L’intervento consiste nella realizzazione di due nuovi binari destinati al traffico AV/AC che si collegheranno a nord, nei pressi della Stazione di Firenze Castello, con la linea AV/AC della tratta Firenze-Bologna e a sud, in corrispondenza della Stazione di Firenze Campo Marte, con la linea Direttissima Firenze- Roma.  Le principali opere che fanno parte di questo intervento sono: le gallerie del Passante che si sviluppano tra le stazioni di Firenze Castello e Firenze Campo di Marte, la Nuova Stazione posta nell’area degli ex-Macelli e il manufatto di Scavalco che sarà realizzato per fluidificare il traffico ferroviario tra le stazioni di Firenze Castello e Firenze Rifredi. Il Passante è costituito da due gallerie a singolo binario poste ad interasse di circa 20 metri realizzate mediante scavo meccanizzato che, partendo da Campo Marte, raggiungono la Nuova Stazione AV/AC, per proseguire fino alla zona di Firenze Castello, dove la linea riemerge in superficie. La lunghezza complessiva delle gallerie è di circa 6 Km. Sono inoltre previste una serie di opere accessorie quali la realizzazione del By-pass del Torrente Mugnone ed il completamento del “Corridoio Attrezzato”.

 

L’alternativa proposta dal Comitato contro il sottoattaversamento AV di firenze:

I lavori per la costruzione di 2 gallerie sotterranee e delle altre opere per la linea ad Alta velocità provocheranno «una risalita della falda acquifera». E la città sarà più esposta agli allagamenti.

Un progetto ardito ma di dubbia realizzazione e forte impatto ambientale, specialmente per quanto riguarda l’alterazione degli equilibri idrogeologici del bacino dell’Arno. Nei millenni Firenze è sempre stata esposta ai rischi ambientali riconducibili alle dinamiche dell’Arno e dei suoi affluenti e quindi pensare di realizzare un opera in sottosuolo che intercetta tutte le falde acquifere, ne altera gli attuali equilibri e dove è praticamente impossibile prevederne le future dinamiche anche simulando con i più sofisticati modelli matematici.

Una cosa è certa: si avrà una riduzione delle permeabilità dei terreni, un sollevamento della falda a monte del tracciato; la deviazione di flussi idrici sotterranei, la  compromissione del rapporto osmotico tra l’alveo dell’Arno, la sua subalvea (il fiume sotterraneo non visibile) ed infine modifica dei deflussi dei fossi, dei canali e del Torrente Mugnone.

Dopo la realizzazione del progetto “dell’Alta Velocità di Firenze”, il sistema idraulico ed idrogeologico che oggi garantisce la protezione  dalle alluvioni non sarà lo stesso e non è sperimentalmente verificato che con il “By-Pass idraulico del Torrente Mugnone”  sarà assicurato il ripristino degli attuali equilibri idraulici ed idrogeologici.

Leggendo il parere dell’Osservatorio ambientale “Nodo A.V. di Firenze istituito dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare” del 15 Febbraio 2010, è evidente che questo “parere favorevole” è favorevole in parte perché non ha avuto l’approvazione piena e totale, ma è subordinato ad una serie di prescrizioni, controlli, verifiche, aggiornamenti, modifiche ed integrazioni che somiglia più un rimpallo nell’assunzione delle responsabilità, trasferendo sempre ad altri il così detto “cerino acceso”.

Resto sgomento per la scelta di realizzare una tale opera: è veramente così indispensabile fare un passante ferroviario sotto Firenze? Non è forse una città costruita nella valle alluvionale  dell’Arno? Perché una scelta così pericolosa per Firenze e per il suo patrimonio artistico, storico e culturale? Perché bisogna mettere a repentaglio la città simbolo del made il Italy? Non è possibile che non esiste una alternativa a minor impatto e compatibile con l’evoluzione degli equilibri ambientali o forse la scelta di scavare le gallerie di 6 chilometri sotto Firenze è dettata da interessi che sono diversi da quelli di realizzare un opera pubblica che soddisfi gli interessi della collettività nel rispetto dell’ambiente e dell’economicità.

I progettisti sono sicuri che questa opera è compatibile con la dinamica degli equilibri ambientali? E che non arrecherà danni all’ecosistema? Sono ormai 37 anni, da quando ho iniziato la professione di geologo, che assisto alla realizzazione di grandi opere che sconvolgono l’ambiente, spacciate per necessarie ed indispensabili per lo sviluppo e poi, al primo evento naturale di rigetto all’insulto che l’uomo, con le sue opere fa alla natura,  si è pronti ad incolpare la Natura matrigna definendo le catastrofi umane come Calamità naturali.

Esiste un errato concetto di Impatto Ambientale, anche da parte degli organi di stampa, quando si dà una esagerata importanza agli impatti soggettivi e poco a quelli oggettivi, intesi come quelle azioni dell’uomo che, trasformando il territorio, alterano in modo irreversibile la dinamica degli equilibri ambientali, predisponendo così le condizioni di rigetto dell’opera dell’uomo da parte dei fattori che regolano le leggi della Natura. Per fare un esempio medico: se si impianta in un paziente, un organo non compatibile, questo muore perché il suo corpo non riconosce quell’organo ed innesca una reazione di rigetto  e nello stesso modo avviene per la Natura.

Questa premessa è indispensabile per comprendere a quali rischi è esposta la Città di Firenze a seguito della costruzione delle gallerie della TAV e della stessa Stazione Foster. Molti non sanno che nelle pianure alluvionali il fiume che si vede in superficie è solo una minima parte, il maggior flusso è quello del fiume sotterraneo, rappresentato dalla subalvea. Sono stati valutati gli impatti ambientali sui flussi idrici sotterranei? Si esporranno nuove zone a rischio alluvione per innalzamento della falda?  I terreni sciolti su cui poggia la città, inoltre, saranno interessati da fenomeni di “subsidenza” cioè lento abbassamento del suolo che si innesca, ogni qual volta si scavano gallerie e quando si aspira acqua dal sottosuolo.

L’“Osservatorio Ambientale”, nel parere espresso nel  capitolo  “prescrizioni”, sviluppa in 10 punti le problematiche connesse a tale fenomeno, ma dimentica di analizzare i rischi connessi all’inversione di flusso delle acque nelle fogne, sia bianche e sia nere, perché per  la scarsa pendenza, basta  solo un abbassamento di qualche decimetro per mettere in tilt tutto il sistema fognario ed allagare interi quartieri. Inoltre, non mi sembra sia stata valutata l’azione indotta dalle vibrazioni prodotte dal transito in sotterraneo dei treni sull’edificato di Firenze, perché, anche queste continue e costanti sollecitazioni provocheranno, non solo nel tempo, lesioni agli edifici ma anche un ulteriore lento abbassamento del suolo.

Ancora: in caso di un evento atmosferico eccezionale o anche abbondante, come saranno protette le gallerie da allagamenti, considerando che camminano a meno 27 metri sotto il piano stradale da un’eventuale alluvione? Quali saranno i costi di esercizio per garantire la sicurezza nelle gallerie nelle 24 ore  e per 365 giorni l’anno? Nella valutazione costi benefici è stato inserito quanto costerà garantire la sicurezza totale. Non è possibile rischiare di realizzare un’opera così costosa in termini ambientali ed economici e poi accorgersi che in caso di pioggia non possa essere utilizzata. La recente inondazione della metropolitana di Milano è un esempio, come lo è l’annegamento a Prato di un’intera famiglia sotto un sottopasso ferroviario e non mi sembra che questi due incidenti siano stati provocati da eventi naturali catastrofici. Ripensare un progetto è sempre segno di maturità intellettuale e non una sconfitta.

Riccardo Caniparoli – geologo, esperto in Valutazioni d’impatto ambientale
Fonte

Per informazioni

…. IN TELEVISIONE: Martedì 8 febbraio alle ore 21 circa su RTV38 si parla di nuovo di TAV a Firenze con una inchiesta approfondita; sarà anche ospite in studio Ivan Cicconi. 

…. Informati sulle strade e gli edifici interessati e diffondi l’azione legale dei cittadini contro i danni TAV

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…. Informati attraverso il sito del  “Comitato contro il sottoattraversamento AV di Firenze”

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