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Riceviamo la notizia della prevista chiusura della TINNOVA, azienda speciale dalla Camera di Commercio di Firenze che si occupa, in tempi di crisi e con buon successo, di orientare le imprese verso l’innovazione.

Continua il dissanguamento e la deindustrializzazione del territorio fiorentino che colpisce anche aziendefloride“.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa che ci è stanto inviato attraverso un agenzia di stampa

 

(AGENPARL) – Roma, 08 nov – La crisi colpisce anche le Camere di Commercio. In tempi di bilanci ristretti e cure dimagranti Firenze decide di effettuare tagli a cominciare dall’innovazione e dal trasferimento tecnologico. Con la delibera dello scorso 12 ottobre, con discutibili motivazioni, la Giunta di Firenze ha deciso all’unanimità di procedere, “con riserva di determinarne successivamente la decorrenza”, allo scioglimento dell’azienda speciale Tinnova che, dal 2001, coinvolge imprese ed enti nei processi di innovazione e trasferimento tecnologico, funzione introdotta ufficialmente tra i compiti istituzionali delle Camere di Commercio con il D.Lgs 23/2010. Oltre mille soggetti, fra imprese ed enti, serviti annualmente per attività di trasferimento tecnologico, certificazione, taratura e servizi Ict. Attività che oggi, proprio quando è più necessario un rilancio economico del territorio, rischiano di bloccarsi. Questa è la ricetta anticrisi della Camera fiorentina. Una decisione inaspettata, che preoccupa e disorienta il personale, visto che le delibere precedenti hanno sempre parlato di una fusione tra aziende speciali del sistema camerale. Come ben aveva rassicurato Vasco Galgani, presidente della Camera di Commercio di Firenze, lo scorso luglio, affermando che “i tempi non erano maturi” per coinvolgere le rappresentanze  sindacali e che “non è mai stata messa in dubbio ne’ la conservazione dei posti di lavoro ne’ l’attenzione alla dignità delle persone”. Da luglio a ottobre, un cambio di rotta radicale. Le rappresentanze sindacali unitarie Rsu interne, in collaborazione con le rappresentanze sindacali provinciali, hanno invitato più volte il presidente Galgani ad aprire un tavolo di confronto, ad oggi totalmente negato. La stessa direzione aziendale non ha ufficialmente comunicato le decisioni assunte sul futuro dell’azienda. Si tratta dell’ennesima svolta del travagliato percorso di Tinnova, che negli ultimi tre anni ha visto un susseguirsi di nomine e mandati, che hanno scardinato l’operatività aziendale, incidendo sul suo equilibrio economico. “E’ giunto il momento di fare chiarezza e di assumersi le proprie responsabilità” – dichiarano le Rsu di Tinnova, assieme ai dipendenti e ai sindacati provinciali, rivendicando il diritto a un tavolo di confronto con l’obiettivo di poter giungere al conseguimento della migliore soluzione condivisa.

fonte

 

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