Rassegna Stampa & video della settimana


Il punto della settimana dal 20 al 26 Marzo

La settimana vista da  Massimo Gramellini

 

Notizie correlate: link

 

Seguici anche in mobilità:

P.S.: Il 12 e 13 Giugno ricorda:

Annunci
Ambiente Ambiente Acqua Acqua Sviluppo Sviluppo Connettività Connettività Trasporti Trasporti

Vodpod videos no longer available.

Il punto delle settimane dal 13 al 26 Febbraio

La settimana vista da  Massimo Gramellini

7 – Fiato alle trombe e ai tromboni. Il 7 marzo torna Giuliano Ferrara. Il direttore generale della Rai gli ha offerto lo spazio che fu di Enzo Biagi. Ferrara ha rassicurato tutti: Non farò una cosa faziosa. Essendo amico di Berlusconi, esprimerò il mio giudizio sul modo disgustoso scelto per combattere Berlusconi.
Il nuovo menu serale di Rai1.
ore 20: il tg di Minzolini
ore 20.30: il monologo di Ferrara
20.40: i pacchi
*
6 – Siamo a Catanzaro, in una classe di terza media dove c’è un alunno con la sindrome di Down. Tutti in piedi, entra la preside. Ha appena comunicato agli insegnanti che non autorizzerà più la partecipazione del ragazzo Down alle gite di classe. Tanto, dice, lui non è in grado di capire niente. La preside si accerta che l’alunno non sia fra i banchi, poi raccomanda ai ragazzi di tacere al loro compagno la data della prossima gita di classe per evitare problemi alla scuola.
Ma una ragazzina alza la mano: Se lui non può più venire in gita con noi, allora non ci vado nemmeno io. I buoni esempi sono come quelli cattivi. Contagiosi. Uno dopo l’altro, tutti i compagni alzano la mano: nemmeno io… nemmeno io… nemmeno io… Vedi, esiste davvero una voce dentro ciascuno di noi. Più forte dell’ignavia, della paura e persino del cinismo. Usa parole diverse, ma ripete sempre la stessa frase: fai la cosa giusta.
*
5 – 16 settembre 2010, in via san Giovanni sul Muro a Milano, i vigili multano un’auto parcheggiata nello spazio riservato ai disabili. Il proprietario dell’auto è il prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, e non ci sta: a pagare la multa e soprattutto a perdere due punti sulla patente. Dice che la sua macchina ha avuto un guasto improvviso e che lui è stato costretto ad abbandonarla proprio lì, nel posto dei disabili. Strano, a me le macchine si rompono sempre in galleria o in cima a una salita. A lui invece, proprio davanti al posto dei disabili. Perciò il prefetto di Milano decide di presentare regolare ricorso. A chi? Ma al prefetto di Milano, cioè a se stesso. Dopo una breve riunione davanti allo specchio, il prefetto decide di pagarsi la contravvenzione. Quanto ai punti della patente, permane il mistero: se li sarà tolti?
*
4 – Incredibile. Il parlamentare del PD Gino Bucchino con la U ha denunciato alla Camera un tentativo di corruzione. Un rappresentante di Rifondazione Socialista, che sosteneva di parlare a nome di Denis Verdini del pdl, gli avrebbe proposto la rielezione e 150 mila euro per entrare nel gruppo dei Disponibili (pardon, dei Responsabili), la terza gamba della maggioranza. Che poi parlare di terza gamba nel governo del bunga bunga… I Responsabili, preoccupati per il clima che sta montando contro di loro, hanno chiesto la scorta. Replica di Bucchino: Io invece non chiedo di essere escortato…
*
3 – Il decreto Milleproroghe. Un nome che fa subito venire in mente una torta. O un panino dell’autogrill, perché dentro ci trovi qualunque cosa.
•Ennesimo condono delle multe ai partiti per affissione abusiva di manifesti elettorali. Finalmente! Mille euro una tantum e passa la paura.
•Proroga del pagamento delle multe per chi ha sforato le quote-latte. E poiché questa proroga costa allo Stato 5 milioni di euro, il decreto li ha tolti ad altri servizi, fra i quali i fondi di assistenza ai malati terminali… Poi fanno la legge sul “fine vita”, bravi.
•Aumento di un euro dei biglietti del cinema, esclusi quelli parrocchiali. E questo rientra nel piano di rilancio della cultura. A proposito: una segnalazione per “Chi l’ha visto?” Da settimane è scomparso un uomo di circa 60 anni, toscano, stempiato, ex comunista, scrive poesie e ripete di continuo “Silvio, Silvio”. È il ministro della Cultura.
•Infine la saga della carta di identità elettronica. 8 febbraio 2002: il presidente del ConSilvio, lo stesso di adesso, promette 30 milioni di carte di identità elettroniche. Nel 2005 il suo ministro Stanca annuncia che entro e non oltre il 31 dicembre 2007 la carta elettronica sarà obbligatoria. Ma nel 2007 il governo Prodi proroga l’ultimatum al 31 dicembre 2008. Nel 2008 il governo Berlusconi lo proroga al 31 dicembre 2009. Nel 2009 al 2010. Domandona: secondo te, che cosa prevede il nuovo decreto milleproroghe?
*
2 – Su Gheddafi alzi la mano chi non ha fatto una pessima figura. Basta ricordare quando l’Onu ebbe la faccia tosta di assegnare alla Libia la presidenza della commissione sui diritti umani. A volte la Realpolitik ti costringe a stringere la mano anche ai tiranni più sanguinari. Ma non ti costringe a baciargliela. Ti costringe a fare affari coi dittatori, ma non a rivendicare nella conferenza stampa ufficiale di fine anno la mia amicizia vera con Mubarak, Gheddafi e Ben Alì. A proposito: tre birilli in un colpo solo… Io credo che uno dei lasciti culturali del berlusconismo sia proprio questa ostentazione dell’inenarrabile, spacciata per sincerità e mancanza di ipocrisia. Invece la forma è sostanza. L’estetica fa parte dell’etica. Continua il ponte aereo Italia-Libia. Ma è vero che Berlusconi si è offerto di dare asilo politico alle 40 amazzoni di Gheddafi?
*
1 – Va bene il pensiero cinico dominante, che si fa un punto d’onore di schernire qualsiasi passione ideale. Ma com’è possibile che non vengano i brividi nel vedere una fiumana di ragazzi che si riversa per le strade chiedendo libertà? Nell’ascoltare le voci che ci raccontano di un genocidio alle porte di casa, dove un dittatore pazzo sta facendo sparare addosso alla sua gente da un manipolo di mercenari? Il petrolio, l’invasione, il califfato: preoccupazioni sensate, ma arrivano dopo. Prima c’è l’amore per la libertà.
Non sarà, lo sto chiedendo anche a me stesso, che nel distacco titubante con cui seguiamo gli eventi libici si nasconde un velo di razzismo, che ci induce a considerare gli arabi degli immaturi, privi dei bollini necessari per iscriversi alla democrazia, quindi da tenere sotto il tallone di qualche babau, possibilmente amico nostro?
Dopo la delusione seguita alla caduta del Muro, in noi si è fatto strada il pensiero tipico dei perdenti: che qualsiasi cambiamento altrui peggiorerà la nostra vita.
Ma i cambiamenti SONO la vita. E il modo migliore per scongiurare le invasioni e i califfati consiste nello schierarsi a fianco dei ragazzi arabi in lotta per la libertà. Per aiutarli a ottenerla dai tiranni, oggi. E a difenderla dai fanatici, domani.
Vorrei chiudere con una lettera pubblicata stamattina da Specchio dei Tempi, la posta dei lettori de La Stampa.
Scrive la signora Chiara Rivetti: Il nostro governo è sì preoccupato, ma per chi potrebbe fuggire dalle bombe e rifugiarsi qui. Bene, io ho una stanza vuota a casa e due posti letto. Ospito volentieri chi scappa dalla carneficina perché ha protestato per la democrazia. Quel che non fa l’Italia, lo facciamo noi italiani.
Che fra l’altro sarebbe un bellissimo slogan per i 150 anni dell’Unità.

fonte

Notizie correlate: link

Ambiente Ambiente Acqua Acqua Sviluppo Sviluppo Connettività Connettività Trasporti Trasporti

Il punto della settimana dal 6 al 12 Febbraio

La settimana vista da  Massimo Gramellini

 

Poiché lunedì è san Valentino, vorrei cominciare con un verso bellissimo:
“Prima di amarti nulla era mio.” Non è un sms di Sara Tommasi al Cavaliere, ma un sonetto di Pablo Neruda.
7Come ci vedono all’estero? Così:
Uno dice: i tedeschi. Allora vediamo gli spagnoli. Questo è l’articolo del Paìs. “Oltre che dal controllo sui meccanismi del potere, la sopravvivenza politica di Berlusconi dipende dalla situazione disastrosa in cui versa l’opposizione: la maggioranza degli italiani non crede a un amalgama che unisce post-fascisti e marxisti, un’accozzaglia di dirigenti senza carisma, artificiosa e debole, a sua volta macchiata dalla corruzione.”
Un bel quadretto, no?
6 – Una donna su internet cercava un uomo “finanziariamente ed emotivamente stabile”.
Il deputato repubblicano Chris Lee le ha risposto: “Sono libero, eccomi qua.” E ha allegato una sua foto a torso nudo. Quando la donna ha scoperto che Lee aveva moglie e figli, è successo il patatrac. Quattro ore dopo che la notizia era diventata di dominio pubblico, l’onorevole Lee si è scusato con la sua famiglia e i suoi elettori. E si è dimesso.
Per fortuna da noi certe cose sono impensabili. Le dimissioni, intendo. A proposito: ricordi che l’altra settimana avevamo parlato della doppia personalità del premier: dottor Silvio e mister B? L’altro giorno ha detto che farà causa allo Stato. Ma lo Stato è lui! Qualcuno glielo dica, per favore. Chiamate Ferrara, o almeno lo psicanalista: dal lettone al lettino.
5 – Ponte Milvio, Roma. Sono le otto di sera e un ragazzo è alla fermata dell’autobus quando viene avvicinato da tre coetanei che gli chiedono: “Scusa, ma tu sei antifascista?”
Lui ci rimane un po’ così. “Bé, certo.” I tre cominciano a picchiarlo con dei punteruoli stretti nei pugni. Il ragazzo finisce all’ospedale con un trauma cranico.
Vorrei dire a quelli che lo hanno picchiato che i comunisti sono finiti, ma gli antifascisti sono ancora tanti. Anche se si impegnano, non riusciranno mai a picchiarci tutti.
4 – In questi giorni assistiamo allo spettacolo surreale e un po’ triste di un Paese che prima istituisce la festa nazionale del 17 marzo per i 150 anni dell’Unità e poi litiga per abolirla.
Il presidente della provincia di Bolzano si chiama fuori dai festeggiamenti, ma non dai finanziamenti: gli piace fare l’austriaco coi soldi degli italiani.  I ministri Gelmini e Sacconi propongono di festeggiare lavorando, tenendo lezioni di storia a scuola e in fabbrica. Il sindaco Chiamparino, uomo di buon senso, ha detto: “Fatico otto ore in catena di montaggio e poi vengo a sentire te in sala mensa che mi parli del Risorgimento? Ma ti mando a…”
Chiamparino chiede a Berlusconi di non cancellare la festa.
Sono ottimista. Quando si tratta di feste, Silvio non è uomo che si tira indietro.
3 – In commissione di vigilanza Rai, il centrodestra ha preparato un documento per rendere più croccante l’informazione del servizio pubblico. Si parte da una premessa: “la sinistra e le elite culturali occupano la Rai (sai che guardando l’isola dei famosi non me n’ero accorto?) e relegano in posizioni minoritarie le idee della maggioranza degli italiani.” Ha ragione. Pensa che persino il Tg1, noto per il suo equilibrio, ha fatto 6 minuti di intervista a un vecchio comunista: Giuliano Ferrara.
Le contromisure.
1. “Allo scopo di evitare ridondanze e sovrapposizioni, quando un tema di attualità è affrontato da un programma, non può essere affrontato dagli altri negli otto giorni successivi.” Quindi se lunedì i marziani sbarcano sulla Terra e vanno a trovare Vespa col plastico dell’astronave, Giacobbo dovrà occuparsi del bunga bunga.
2. “Anche nei programmi apparentemente di satira e varietà, l’intervento di un opinionista a sostegno di una tesi va calibrato con la rappresentazione di altre sensibilità culturali.” Esempio: prima Stella denunciava la distruzione del patrimonio artistico. Tu dopo avresti dovuto intervistare Cetto La Qualunque che ti spiegava perché i templi di Agrigento sono abusivi e vanno abbattuti.
3. “Vanno studiati format di approfondimento che prevedano un doppio conduttore di diversa estrazione culturale.” Ma cosa vuol dire? Uno deve aver fatto il liceo classico e l’altro l’Isef?
Poi ci sono le norme ad personam: i conduttori non possono avere tutela legale (Gabanelli), essere stati parlamentari (Santoro), avere un programma di satira (Dandini). Ma non si fa prima a stilare l’elenco di quelli che vogliono far fuori? Almeno l’editto bulgaro era sincero.
2 – Mai come oggi l’Italia ha avuto tante laureate e tante giovani ricercatrici, ma è una rivoluzione di cui nessuno si occupa perché l’impronta dei media è ancora maschilista e impone un modello unico di donna vincente: che non è la ricercatrice universitaria ma la sgallettata in mutande.
Quindi domani scenderò in piazza contro i maschi ruffiani che vendono il corpo delle donne ai potenti in cambio di favori e contro i potenti che le ricompensano non solo con soldi (fatto privato) ma con incarichi pubblici.
Però marcerò anche contro chi pensa che non esista una via di mezzo fra il burqa e il bunga bunga e invece esiste: chiamiamolo burqa bunga, oppure dignità.
Contro i pubblicitari che da trent’anni riempiono di seni & sederi i muri delle nostre città per promuovere prodotti che nulla c’entrano con la biancheria intima.
Contro le tante donne che hanno accettato questo insulto senza protestare.
Contro quegli autori televisivi che hanno ridotto il vestito delle ballerine a un filo interdentale e contro quelli che hanno fatto la stessa cosa, ma sostenendo che si trattava di una forma sottile di ironia, mentre di sottile c’era solo la gonna.
Contro i giornali e i siti «seri», affollati di culi & sederi. E contro coloro che se ne lamentano, ma intanto cliccano sempre lì.
In fondo domani scenderò in piazza un po’ anche contro me stesso.
1 – Le maestre che seguono i bambini Rom di Milano da uno sgombero all’altro ci hanno mandato questa lettera:
“Dopo la morte dei 4 bimbi di Roma, molti – almeno per decenza – tacciono il loro pensiero sui Rom. Ma stamattina Ulisse, 12 anni, stava andando a scuola insieme coi fratellini, con lo zaino in spalla, quando si è accostata una macchina e l’uomo alla guida ha abbassato il finestrino e ha sputato addosso ai bambini. Qualche anno fa, in seguito a uno sgombero particolarmente duro, Ulisse era rimasto senza dire una parola per un mese. Il fatto di oggi ha risvegliato in lui il terrore ed è scappato via. Sua mamma ci ha telefonato terrorizzata.”
Anch’io, come il piccolo Ulisse, ho finito le parole. Faccio mie quelle del capo dello Stato, che con un gesto carico di significato ha voluto incontrare i familiari dei bimbi morti nell’incendio di una baracca a Roma. “Questa tragedia pesa dolorosamente su ciascuno di noi e ci rende ancor più convinti della necessità di non lasciare esposte a ogni rischio delle comunità che debbono essere tempestivamente ricollocate in alloggi stabili e dignitosi.”

 

Notizie correlate: link

 

Ambiente Ambiente Acqua Acqua Sviluppo Sviluppo Connettività Connettività Trasporti Trasporti

Il punto della settimana dal 23 al 29 Gennaio 2011

La settimana vista da  Massimo Gramellini

 

Le notizie della settimana in versione scritta

Notizie correlate: link

Ambiente Acqua Sviluppo Connettività Trasporti

Il punto della settimana  dal 5  all’ 11 Dicembre 2010

La settimana vista da  Massimo Gramellini

5. L’uomo nero. Elenco di errori giudiziari riguardanti imputati rom o extracomunitari.
•Adel Ben Silmen, tunisino, intercettato a Sanremo mentre grida al telefono “Vergina”. Lo arrestano pensando stia chiedendo delle carte di identità vergini. Si scoprirà che Vergina è una marca di gassosa.
•Le rom di Nocera Inferiore. Un neonato viene rapito in ospedale. I giornali titolano: caccia a due donne rom travestite da infermiere. Il neonato viene ritrovato a casa di una donna bianca, italiana e infermiera.
•Patrick Lumumba, accusato da Amanda Knox dell’omicidio di Perugia. Liberato dopo 14 giorni e risarcito con 8 mila euro.
•Kelun Da Silva, cingalese, autista. Incarcerato nella storia dei presunti abusi sessuali delle maestre di Rignano Flaminio perché un genitore disse: “La mia bambina salutava Maurizio con occhiate da fidanzatina.” Scagionato perché non si chiamava Maurizio.
•Adriana Vasilica Iacob badante di Paola Iori ad Albano Laziale, accusata di omicidio. Scagionata dopo 2 anni e 8 mesi di carcere: la morta aveva avuto un infarto.
•Osas Friday, nigeriano, a Francavilla Fontana, provincia di Brindisi. accusato da un consigliere comunale del Pdl di rapina a mano armata. Assolto con formula piena e scuse del magistrato in aula.
•Mohamed Fikri, muratore marocchino di 22 anni, prelevato sabato scorso in acque internazionali con l’accusa di omicidio di Yara Gambirasio. A inguaiarlo un’intercettazione telefonica in arabo: “Allah perdonami, non l’ho uccisa io.” A Brembate, paese di Yara, un tizio inalbera il cartello “Occhio per occhio dente per dente” scritto sul retro di un bersaglio del tiro a segno. Altro striscione: “Marocchini fuori da Bergamo.” Ma il sindaco Locatelli, leghista, prende le distanze: “Quei cartelli non corrispondono al nostro modo di essere. Qui non ci saranno né cacce all’uomo né show.” Il giudice fa esaminare la frase incriminata da altri sei interpreti. “Allah mi perdoni, non ho ucciso nessuno” diventa “Allah, fa’ che mi risponda!” Il cardinale Tettamanzi dal pulpito: “Non tutti gli immigrati sono delinquenti.” Un’ovvietà, ma non per tutti.
4. Famiglia differenziata. Si allarga la Parentopoli delle municipalizzate romane. Dopo gli autobus, la spazzatura. Ecco un brano dell’intervista rilasciata a Corrado Zunino di “Repubblica” dall’amministratore dell’Ama, Franco Panzironi, 545 mila euro di stipendio, 11 assunzioni di parenti e amici.
Ci parli di suo genero. Quando entrò all’Ama?
L’ho preso io, ma non era ancora mio genero. Solo un esperto di reti informatiche.
È successo due anni fa. Sarà stato almeno il fidanzato di sua figlia.
Non posso sapere quando mia figlia si è innamorata dell’esperto di reti informatiche.
Ha piazzato suo figlio nella segreteria del sindaco Alemanno, poi all’Eur spa controllato dal comune.
Non ha rubato niente.
Ma lei è anche il segretario della fondazione di Alemanno, ne gestisce i fondi.
Sono un ex democristiano che a destra trova la sua libertà.
Insediato in Ama ha preteso due tappeti persiani in ufficio.
Servivano a coprire un parquet che si era scollato. Sono costati meno di 10 mila euro.
È riuscito a mettere un ex naziskin a capo di Ama servizi.
Lavorava già all’Ama con buoni risultati nel recupero crediti.
Il suo omologo all’Atac, scuola Msi, dice che An ha chiesto quelle assunzioni perché aveva fame.
Io non ho mai avuto fame. Stavo nella Dc.

3. Intrigo a Stoccolma. Agosto 2010. Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, partecipa al seminario “Guerra e ruolo dei media”. La giornalista Anna Ardin lo invita a cena a casa sua. Dopo cena i due decidono di digerire insieme, ma il preservativo si rompe. Anna continua a digerire con Assange nei giorni successivi finché un’altra ragazza, Sofia Wilden, si invaghisce di lui vedendolo in tv e corre al seminario. Digeriscono due volte, la prima col preservativo, la seconda senza. Il giorno dopo Sofia si confida con Anna e decidono di denunciare l’amante per aver fatto sesso non protetto senza sottoporsi a controlli medici: un reato che in Svezia è estinguibile con 715 dollari di multa. Infatti la magistratura non sembra affannarsi troppo. Ma appena spuntano i files di Wikileaks, la pratica accelera e scatta l’ordine di cattura internazionale.
Al momento dell’arresto le cancellerie di tutto il mondo esultano. “Era ora!”, tuona Frattini. È la prima volta che l’arresto di un dongiovanni imprudente provoca reazioni di giubilo. Evidente che si tratta di una scusa. “Ma è democrazia questa?”, si chiede persino Putin. E Lula dal Brasile fa un’osservazione condivisibile: “Perché i bersagli dei dossier americani se la prendono con chi li ha diffusi, invece che con chi li ha scritti?”
Assange resterà in carcere fino al 14 dicembre, giorno dell’udienza in tribunale. Se lo liberano, fa in tempo a volare a Roma per la fiducia.
2. Parto Cesario. Tutti mi chiedono: cosa succederà il 14? Dai, prendi un foglio e facciamo due conti.
Per semplificare la situazione è nato un nuovo partito, il Movimento per la responsabilità nazionale: lo compongono questi tre: Cesario voterà a favore del governo, Scilipoti voterà contro il governo e Calearo si asterrà. Cetto La Qualunque li ha denunciati per concorrenza sleale.
No alla sfiducia: Pdl 235, Lega 59, Noisud 12 (compreso il dipietrista Razzi, quello che avrebbero promesso di estinguergli il mutuo), Nucara, Pionati, Cesario, Grassano (ha firmato la sfiducia ma voterà no). 310
: Pd 206 (compresa i 6 radicali e la Mogherini che partorirà in quelle ore. Hai messo i radicali? Toglili: hanno detto che si riservano di decidere). Udc 35, Fli 34 (la Cosenza, incinta, l’hai messa? Lasciala, perchè arriva in ambulanza), Idv 22 (perde i pezzi, un dipietrista ha detto: non è colpa nostra se li prendiamo onesti e poi diventano disonesti), Api 6, Mpa 5, Libdem 2, Nicco, La Malfa e Giulietti. 307
Ni: Calearo, Catone, Scilipoti uscito dall’Idv (non posso più restare in un partito che non condivide la mia posizione sull’agopuntura), Guzzanti, i due della Svp che si asterranno in cambio – si dice – di un terzo del parco dello Stelvio e i 6 radicali che si riservano di decidere. 13
Siamo nelle mani degli stambecchi
1. Ma che musica Maestro. Chiudiamo in bellezza, con uno dei momenti più emozionanti della settimana, le parole del Maestro Barenboim prima della prima alla Scala: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione
Notizie correlate
Caro Babbo Natale, aspettando il 14 Dicembre puoi accontentare qualcuno dei nostri politici ?
Il punto delle settimane scorse

Il punto della settimana dal 31 Ottobre al 6 Novembre 2010

La settimana vista da  Massimo Gramellini

 

Vodpod videos no longer available.

posted with vodpod

E stata una settimana dura per i nostri connazionali all’estero. Ho ricevuto lettere da studenti dell’Erasmus e da imprenditori che dovunque venivano guardati con un sorrisino e l’immancabile: italiani, bunga bunga.

7- Ci eravamo lasciati sette giorni fa col governo che aveva posto l’ultimatum alla spazzatura di Napoli. Berlusconi aveva dato tre giorni di tempo ai sacchetti per sgomberare. Niente. Nonostante l’ultimatum sia scaduto, quelli non schiodano. Sacchetti comunisti. Oggi è venuto giù anche un pezzo di Pompei. L’armeria dei gladiatori, sbriciolata. Un Paese che va in pezzi.

6- Il comune di Milano ha deciso di erogare dei fondi per l’illuminazione delle strade, finanziando l’acquisto e l’installazione di centinaia di lampioni. Ad Antigua.
Trovo giusto che il Comune assista i suoi cittadini anche quando si trasferiscono nella casa delle vacanze.
E ad Antigua pare che qualche milanese la seconda casa ce l’abbia. Anche la terza, la quarta, la quinta, la sest…

5- Il sottosegretario alle Infrastrutture ha consegnato al commissario del comune di Bologna un assegno di 3 milioni e 800 mila euro per la messa in sicurezza delle scuole della città. Ma sono soldi del ministero, cioè dello Stato, mica suoi! Con quelli casomai ci paga altre cose. Cosa c’entra la sua faccia? E poi non capisco: ma lui è l’unica persona al mondo che ha i libretti degli assegni con la faccia sopra?

4- Il giallo della valigia rossa. Mercoledì sera, alla Malpensa, il passeggero Andrea Magnoni appena sbarcato da Berlino vede un trolley rosso e solitario che sta già girando sul nastro bagagli. Si ricorda di averlo visto altre volte. Insospettito, lo apre e dentro trova vecchie riviste e polistirolo. Scatta delle foto col cellulare e denuncia il caso al Corriere della Sera.
Ma chi ha messo lì quella valigia? E perché? Il sospetto è che sia stata la società addetta alla consegna dei bagagli. Si tratterebbe di un trucco diffuso in tutti gli aeroporti italiani: buttano sul nastro una valigia-civetta per far scattare il cronometro che indica i tempi di consegna, così da non pagare la multa se poi consegneranno i bagagli dei passeggeri in ritardo.
Ma la società smentisce, dicendo che la valigia rossa viene usata come apripista per sondare il funzionamento del nastro. E comunque il volo da Berlino era di competenza di un’altra società. Che a sua volta però precisa: La valigia non è nostra. Può darsi che qualcuno abbia premuto per errore il pulsante del cronometro. L’Enac, l’ente di vigilanza degli aeroporti, indaga.
La cosa strana è che quando poi escono le classifiche di efficienza, l’Italia è sempre agli ultimi posti.
Io un sospetto ce l’ho. Valigia rossa… Vecchi ritagli di giornale… È la valigia del leader del Pd. Ma poiché il leader non c’è, nessuno va a ritirarla e così la valigia continua a girare …

3- Questa settimana mi hanno raccontato una barzelletta divertentissima.
Volevano cantare Giovinezza al festival di Sanremo.
Giovinezza giovinezza primavera di bellezza, nel fascismo è la salvezza della nostra libertà.
Questa povera libertà… Per par condicio era prevista anche l’esecuzione di Bella Ciao. Di qua la canzone della Resistenza, di là quella della dittatura.
Bisogna ripeterlo? Ripetiamolo. Nella guerra civile che seguì l’8 settembre non ci furono morti buoni e morti cattivi. Ma ci furono idee buone e idee cattive. Per cui i morti si possono mettere sullo stesso piano, ma le loro idee no. E neanche le canzoni che di quelle idee incarnano la memoria popolare.

2- Ieri il consiglio dei ministri ha preso di mira la piaga della prostituzione. Berlusconi è riuscito a parlarne in conferenza stampa senza mettersi a ridere, e non era facile.

Dunque: la prostituzione in strada sarà proibita e se sei straniera scatta anche il foglio di via. Chissà se verrà almeno istituito un numero di telefono amico a palazzo Chigi. Sullo slancio Mara Carfagna ha provato a inserire nel decreto la norma che punisce con l’arresto fino a 15 giorni anche i clienti.
Pare che Berlusconi l’abbia incoraggiata: Brava Mara, così dimostriamo che non abbiamo nulla da temere. Lui no di sicuro. Ha il lodo e pure la casa dove ospitarle.

1- Ecco un resoconto di quanto accaduto ieri nell’aula del consiglio dei ministri che si è svolto regolarmente a Palazzo Chigi (lo dico perchè, secondo il Times di stamattina, lui ormai riunisce direttamente i suoi ministri in piscina).
La ministra dell’ambiente Prestigiacomo chiede a Tremonti che fine ha fatto il miliardo di fondi destinato a combattere il dissesto idrogeologico.  Tremonti la guarda come solo lui e D’Alema riescono a guardare l’interlocutore – cioè come se fosse un pezzo di forfora caduto sulla giacca – e le fa: Ti avevo già spiegato che il problema è tecnico. Comunque dopo vieni fuori e te lo rispiego…
Fuori? No, tu me lo spieghi qui e ora. Piantala di trattarci da scolaretti. Non siamo stupidi, qui siamo tutti ministri. Tremonti è nero ma si trattiene e comincia a spiegare perché non le ha ancora dato i fondi:  “Ma non dire cretinate!” lo interrompe lei. Tremonti si alza, gira intorno al tavolo e insuffla all’orecchio di Berlusconi:  Se questa non mi chiede scusa, io mi dimetto.
Allora Berlusconi scrive un bigliettino (guarda che quell’uomo ha una pazienza!): Cara Stefania, Giulio mi ha detto che se non gli chiedi scusa prima che finisca il consiglio dei ministri, lui lascia, apre la crisi e andiamo tutti a casa. Così lei prende la parola e chiede scusa, ma solo per l’espressione usata, mettendoci un altro carico da dodici: Tutto questo nasce dall’esasperazione che ho io, e con me tanti altri colleghi!
Tremonti simpaticamente si alza e se ne va, sbattendo la porta. Ma dopo qualche minuto rientra. Berlusconi gli dice: Cerca di avere un atteggiamento più ricettivo. E poi dai, Giulio, con tutti i problemi che abbiamo… Mi fa tenerezza, quest’uomo. Ultimo duetto. Tremonti: Oggi mi sono arrivate le scuse della Prestigiacomo. Sono commosso. E lei: Ah sì, pensavo che fossero bolle di rabbia.
Poi è suonata la campana, tutti i ministri si sono messi il cappottino, hanno preso la cartella e sono usciti in cortile dove erano attesi dalle loro mamme e dai loro papà.

fonte

 

MoVimento 5 Stelle

Il punto della settimana dal 24 al 30 Ottobre 2010

La settimana vista da  Massimo Gramellini

Vodpod videos no longer available.

posted with vodpod
Cominciamo da una buona notizia: il baby boom dei panda. Tranquilli, Berlusconi non c’entra nulla. È stata una settimana di trionfi sportivi per il nostro Paese. Ai campionati mondiali della competitività l’Italia si è classificata 48a, lo ha detto anche Marchionne in tv, non so se l’hai sentito. Nella corsa alla lotta contro la corruzione, i nostri si piazzano a un onorevole 67esimo posto, superati da Ruanda e isole Samoa. Quanto alla crescita del PIL, l’Italia è 178a su 179 nazioni, peggio di lei  solo Haiti, che però quest’anno ha avuto un terremoto e un’epidemia. Di quale di queste emergenze si saranno occupati giornali e tv? Sono sicuro che non lo indovinereste mai…
7 – La Lega non vuole i tricolori alle finestre degli edifici pubblici di Torino durante i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità. Dice che costano troppo. Magari pensa di riciclare i soli padani della scuola di Adro. Sull’Italia Unita tira una gran brutta aria. L’ultimo segnale viene dal concorso nazionale dei notai a Roma. Subito un po’ di nervosismo perché la commissione è composta da sei magistrati romani, tre docenti romani e sei notai, tutti del sud. Il nervosismo aumenta quando ci si accorge che fra i candidati ci sono i
figli di La Russa e di Bruno Vespa (lo avranno riconosciuto perché il padre gli aveva già regalato il plastico dello studio notarile già arredato). Ma i veri sospetti arrivano quando alcuni candidati di Roma consegnano il compito con largo anticipo. La sera si scopre che la traccia d’esame era praticamente identica a un’esercitazione fatta nelle settimane scorse dai candidati usciti dalla scuola del consiglio notarile di Roma. Il giorno dopo c’è un’autentica insurrezione popolare e il concorso viene bloccato per ragioni di ordine pubblico. Non ti sfuggirà l’atroce ironia: sembra che siano riusciti a truccare persino il concorso di chi per mestiere deve certificare la regolarità degli atti altrui.
6 – Scendiamo a sud. A Camigliano, provincia di Caserta, c’è un giovane sindaco, Vincenzo Cennàme. Un ingegnere ambientale eletto con una lista civica, che nel giro di due anni trasforma il suo paese in un posto normale, con percentuali di raccolta differenziata che neanche in Engadina. Mette le luci a basso impatto energetico nel cimitero, i pannolini lavabili all’asilo nido, si inventa una moneta, l’ecoeuro, con cui ricompensa i bambini che portano a scuola il vetro da riciclare. Il tutto riuscendo a ridurre i costi. Alla faccia dei luoghi comuni sul Sud immutabile. Ti aspetteresti che gli diano un premio. Invece gli hanno dato il benservito, Ad agosto hanno sciolto il consiglio comunale, neanche fosse un covo di mafiosi, con un decreto del ministro Maroni. La colpa? Il sindaco ambientalista si è ribellato a una legge che in Campania toglie ai comuni, anche a quelli virtuosi, la responsabilità della spazzatura, assegnandola a un carrozzone della Provincia. Così siamo riusciti, con tanto di decreto presidenziale, a sporcare quel po’ di pulito che c’era.
5 – Sempre a Sud, il presidente dello Stabile di Catania, Pietrangelo Buttafuoco, scrittore di destra, ha messo in scena “Il birraio di Preston” di Andrea Camilleri, scrittore di sinistra che, dice Buttafuoco, non gli ha mai risposto nemmeno al telefono, ottenendo uno degli incassi più alti dell’intera stagione teatrale italiana. Ma ecco che la buona notizia vira verso il teatro dell’assurdo. Il pdl ha accusato il “suo” presidente di spendere soldi per degli spettacoli “di sinistra”. Buttafuoco per protesta si è dimesso e Camilleri lo ha definito “un galantuomo.” Forse adesso gli telefonerà.
4 – Eccola, una buona notizia, almeno secondo noi. In un’intervista al Corriere della Sera, il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi ha annunciato di aver trovato gli appartamenti per i rom del campo di via Triboniano. Non più quelle dell’istituto case popolari, che il Comune aveva rifiutato di concedere, nonostante gli impegni presi in precedenza. Ma abitazioni offerte da privati: il gruppo Ligresti, il Pio Albergo Trivulzio e la Fondazione Policlinico. Qualche cittadino continuerà a storcere il naso, dicendo: e a me, che sono povero ma non rom, chi ci pensa? La Caritas? Già, ma quale Caritas. Lo scopriremo fa breve.
3 – Se la lunga festa (finita) dell’Occidente ha avuto un simbolo, per me quel simbolo è stato Maradona, che proprio oggi compie mezzo secolo: auguri. Ebbi la ventura di dedicarmi a lui per un campionato intero: a Napoli, mattina dopo mattina e mattana dopo mattana. Ho spiato da dietro una siepe il bagno affollatissimo della sua casa di Posillipo. Ho sbirciato foto ricattatorie che lo ritraevano in situazioni che voi umani, eccetera. L’ho inseguito mille volte per carpirgli una battuta, quasi sempre un insulto. Ogni sera, trasmesso l’articolo dove Maradona attaccava briga con qualcuno o finiva nei guai per una ragazza, mi domandavo: cosa potrà ancora inventarsi domani per non venire a noia? Ma era solo un esercizio ginnico della mia fantasia, che il giorno dopo veniva oltrepassata dalla realtà. Quando infine si ritirò, tutti fummo concordi nel dire che un fenomeno mediatico come lui non ci sarebbe più stato. E invece ci sbagliavamo. Bunga bunga se ci sbagliavamo.
2 – Non parlerò del bunga bunga. Il nome fa ridere e si presta alle battute più svariate (noi Bunga Bunga, voi Bindi Bindi), ma in realtà definisce una pratica orribile, per quanto metaforicamente assai diffusa, come testimoniano i celebri ombrelli di Altan. Non parlerò neanche dei divertimenti serali del presidente del ConSilvio, che mi sembrano inserirsi nella scia di Hugh Hefner con le conigliette di Playboy. Quelli che il compianto Sandro Paternostro definiva “amplessi oftalmici”. Ciò che molti continuano a non capire è che lo scandalo non è la festa, fatto privato. Ma la telefonata in questura, fatto pubblico. Berlusconi è un’istituzione e non può chiamare la polizia per far liberare una ragazza marocchina accusata di furto. Tanto più spacciandola per nipotina di Mubarak come in un film di Totò. Ma Mubarak l’avrà saputo? Secondo me è furibondo. A meno che esista un accordo bilaterale per cui, quando nel paese di Mubarak arrestano una ragazza piena di cerone, quella può dire di essere la nipotina di Berlusconi. Ma non credo. Berlusconi ha detto: l’ho fatto perché sono un uomo di buon cuore, aiuto sempre chi è in difficoltà. E la ragazza ha confermato: Silvio è come la Caritas. Ne deduco che chiunque di noi abbia un problema, anche se è vecchio, brutto e sdentato, può rivolgersi al centralino Caritas di palazzo Chigi: il buon Silvio provvederà immediatamente.
1- A Napoli ha già provveduto. Ecco la buona notizia che cercavamo: entro mezzanotte il problema dei rifiuti sarà risolto. Lo ha garantito il premier, mercoledì. Ha detto: entro tre giorni. E i tre giorni scadono a mezzanotte, ora più, ora meno, visto che proprio stanotte finisce l’ora legale. Era l’ultima cosa legale che ci rimaneva, ma pare abbiano fatto un lodo anche lì.

 

MoVimento 5 Stelle

Pagina successiva »