Il punto della settimana dal 20 al 26 Marzo

La settimana vista da  Massimo Gramellini

 

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Il punto della settimana dal 13 al 19 Marzo

La settimana vista da  Massimo Gramellini

 

 

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Il punto della settimana dal 7 al 12 Marzo

La settimana vista da  Massimo Gramellini

 

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Il punto delle settimane dal 13 al 26 Febbraio

La settimana vista da  Massimo Gramellini

7 – Fiato alle trombe e ai tromboni. Il 7 marzo torna Giuliano Ferrara. Il direttore generale della Rai gli ha offerto lo spazio che fu di Enzo Biagi. Ferrara ha rassicurato tutti: Non farò una cosa faziosa. Essendo amico di Berlusconi, esprimerò il mio giudizio sul modo disgustoso scelto per combattere Berlusconi.
Il nuovo menu serale di Rai1.
ore 20: il tg di Minzolini
ore 20.30: il monologo di Ferrara
20.40: i pacchi
*
6 – Siamo a Catanzaro, in una classe di terza media dove c’è un alunno con la sindrome di Down. Tutti in piedi, entra la preside. Ha appena comunicato agli insegnanti che non autorizzerà più la partecipazione del ragazzo Down alle gite di classe. Tanto, dice, lui non è in grado di capire niente. La preside si accerta che l’alunno non sia fra i banchi, poi raccomanda ai ragazzi di tacere al loro compagno la data della prossima gita di classe per evitare problemi alla scuola.
Ma una ragazzina alza la mano: Se lui non può più venire in gita con noi, allora non ci vado nemmeno io. I buoni esempi sono come quelli cattivi. Contagiosi. Uno dopo l’altro, tutti i compagni alzano la mano: nemmeno io… nemmeno io… nemmeno io… Vedi, esiste davvero una voce dentro ciascuno di noi. Più forte dell’ignavia, della paura e persino del cinismo. Usa parole diverse, ma ripete sempre la stessa frase: fai la cosa giusta.
*
5 – 16 settembre 2010, in via san Giovanni sul Muro a Milano, i vigili multano un’auto parcheggiata nello spazio riservato ai disabili. Il proprietario dell’auto è il prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, e non ci sta: a pagare la multa e soprattutto a perdere due punti sulla patente. Dice che la sua macchina ha avuto un guasto improvviso e che lui è stato costretto ad abbandonarla proprio lì, nel posto dei disabili. Strano, a me le macchine si rompono sempre in galleria o in cima a una salita. A lui invece, proprio davanti al posto dei disabili. Perciò il prefetto di Milano decide di presentare regolare ricorso. A chi? Ma al prefetto di Milano, cioè a se stesso. Dopo una breve riunione davanti allo specchio, il prefetto decide di pagarsi la contravvenzione. Quanto ai punti della patente, permane il mistero: se li sarà tolti?
*
4 – Incredibile. Il parlamentare del PD Gino Bucchino con la U ha denunciato alla Camera un tentativo di corruzione. Un rappresentante di Rifondazione Socialista, che sosteneva di parlare a nome di Denis Verdini del pdl, gli avrebbe proposto la rielezione e 150 mila euro per entrare nel gruppo dei Disponibili (pardon, dei Responsabili), la terza gamba della maggioranza. Che poi parlare di terza gamba nel governo del bunga bunga… I Responsabili, preoccupati per il clima che sta montando contro di loro, hanno chiesto la scorta. Replica di Bucchino: Io invece non chiedo di essere escortato…
*
3 – Il decreto Milleproroghe. Un nome che fa subito venire in mente una torta. O un panino dell’autogrill, perché dentro ci trovi qualunque cosa.
•Ennesimo condono delle multe ai partiti per affissione abusiva di manifesti elettorali. Finalmente! Mille euro una tantum e passa la paura.
•Proroga del pagamento delle multe per chi ha sforato le quote-latte. E poiché questa proroga costa allo Stato 5 milioni di euro, il decreto li ha tolti ad altri servizi, fra i quali i fondi di assistenza ai malati terminali… Poi fanno la legge sul “fine vita”, bravi.
•Aumento di un euro dei biglietti del cinema, esclusi quelli parrocchiali. E questo rientra nel piano di rilancio della cultura. A proposito: una segnalazione per “Chi l’ha visto?” Da settimane è scomparso un uomo di circa 60 anni, toscano, stempiato, ex comunista, scrive poesie e ripete di continuo “Silvio, Silvio”. È il ministro della Cultura.
•Infine la saga della carta di identità elettronica. 8 febbraio 2002: il presidente del ConSilvio, lo stesso di adesso, promette 30 milioni di carte di identità elettroniche. Nel 2005 il suo ministro Stanca annuncia che entro e non oltre il 31 dicembre 2007 la carta elettronica sarà obbligatoria. Ma nel 2007 il governo Prodi proroga l’ultimatum al 31 dicembre 2008. Nel 2008 il governo Berlusconi lo proroga al 31 dicembre 2009. Nel 2009 al 2010. Domandona: secondo te, che cosa prevede il nuovo decreto milleproroghe?
*
2 – Su Gheddafi alzi la mano chi non ha fatto una pessima figura. Basta ricordare quando l’Onu ebbe la faccia tosta di assegnare alla Libia la presidenza della commissione sui diritti umani. A volte la Realpolitik ti costringe a stringere la mano anche ai tiranni più sanguinari. Ma non ti costringe a baciargliela. Ti costringe a fare affari coi dittatori, ma non a rivendicare nella conferenza stampa ufficiale di fine anno la mia amicizia vera con Mubarak, Gheddafi e Ben Alì. A proposito: tre birilli in un colpo solo… Io credo che uno dei lasciti culturali del berlusconismo sia proprio questa ostentazione dell’inenarrabile, spacciata per sincerità e mancanza di ipocrisia. Invece la forma è sostanza. L’estetica fa parte dell’etica. Continua il ponte aereo Italia-Libia. Ma è vero che Berlusconi si è offerto di dare asilo politico alle 40 amazzoni di Gheddafi?
*
1 – Va bene il pensiero cinico dominante, che si fa un punto d’onore di schernire qualsiasi passione ideale. Ma com’è possibile che non vengano i brividi nel vedere una fiumana di ragazzi che si riversa per le strade chiedendo libertà? Nell’ascoltare le voci che ci raccontano di un genocidio alle porte di casa, dove un dittatore pazzo sta facendo sparare addosso alla sua gente da un manipolo di mercenari? Il petrolio, l’invasione, il califfato: preoccupazioni sensate, ma arrivano dopo. Prima c’è l’amore per la libertà.
Non sarà, lo sto chiedendo anche a me stesso, che nel distacco titubante con cui seguiamo gli eventi libici si nasconde un velo di razzismo, che ci induce a considerare gli arabi degli immaturi, privi dei bollini necessari per iscriversi alla democrazia, quindi da tenere sotto il tallone di qualche babau, possibilmente amico nostro?
Dopo la delusione seguita alla caduta del Muro, in noi si è fatto strada il pensiero tipico dei perdenti: che qualsiasi cambiamento altrui peggiorerà la nostra vita.
Ma i cambiamenti SONO la vita. E il modo migliore per scongiurare le invasioni e i califfati consiste nello schierarsi a fianco dei ragazzi arabi in lotta per la libertà. Per aiutarli a ottenerla dai tiranni, oggi. E a difenderla dai fanatici, domani.
Vorrei chiudere con una lettera pubblicata stamattina da Specchio dei Tempi, la posta dei lettori de La Stampa.
Scrive la signora Chiara Rivetti: Il nostro governo è sì preoccupato, ma per chi potrebbe fuggire dalle bombe e rifugiarsi qui. Bene, io ho una stanza vuota a casa e due posti letto. Ospito volentieri chi scappa dalla carneficina perché ha protestato per la democrazia. Quel che non fa l’Italia, lo facciamo noi italiani.
Che fra l’altro sarebbe un bellissimo slogan per i 150 anni dell’Unità.

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Il punto della settimana dal 6 al 12 Febbraio

La settimana vista da  Massimo Gramellini

 

Poiché lunedì è san Valentino, vorrei cominciare con un verso bellissimo:
“Prima di amarti nulla era mio.” Non è un sms di Sara Tommasi al Cavaliere, ma un sonetto di Pablo Neruda.
7Come ci vedono all’estero? Così:
Uno dice: i tedeschi. Allora vediamo gli spagnoli. Questo è l’articolo del Paìs. “Oltre che dal controllo sui meccanismi del potere, la sopravvivenza politica di Berlusconi dipende dalla situazione disastrosa in cui versa l’opposizione: la maggioranza degli italiani non crede a un amalgama che unisce post-fascisti e marxisti, un’accozzaglia di dirigenti senza carisma, artificiosa e debole, a sua volta macchiata dalla corruzione.”
Un bel quadretto, no?
6 – Una donna su internet cercava un uomo “finanziariamente ed emotivamente stabile”.
Il deputato repubblicano Chris Lee le ha risposto: “Sono libero, eccomi qua.” E ha allegato una sua foto a torso nudo. Quando la donna ha scoperto che Lee aveva moglie e figli, è successo il patatrac. Quattro ore dopo che la notizia era diventata di dominio pubblico, l’onorevole Lee si è scusato con la sua famiglia e i suoi elettori. E si è dimesso.
Per fortuna da noi certe cose sono impensabili. Le dimissioni, intendo. A proposito: ricordi che l’altra settimana avevamo parlato della doppia personalità del premier: dottor Silvio e mister B? L’altro giorno ha detto che farà causa allo Stato. Ma lo Stato è lui! Qualcuno glielo dica, per favore. Chiamate Ferrara, o almeno lo psicanalista: dal lettone al lettino.
5 – Ponte Milvio, Roma. Sono le otto di sera e un ragazzo è alla fermata dell’autobus quando viene avvicinato da tre coetanei che gli chiedono: “Scusa, ma tu sei antifascista?”
Lui ci rimane un po’ così. “Bé, certo.” I tre cominciano a picchiarlo con dei punteruoli stretti nei pugni. Il ragazzo finisce all’ospedale con un trauma cranico.
Vorrei dire a quelli che lo hanno picchiato che i comunisti sono finiti, ma gli antifascisti sono ancora tanti. Anche se si impegnano, non riusciranno mai a picchiarci tutti.
4 – In questi giorni assistiamo allo spettacolo surreale e un po’ triste di un Paese che prima istituisce la festa nazionale del 17 marzo per i 150 anni dell’Unità e poi litiga per abolirla.
Il presidente della provincia di Bolzano si chiama fuori dai festeggiamenti, ma non dai finanziamenti: gli piace fare l’austriaco coi soldi degli italiani.  I ministri Gelmini e Sacconi propongono di festeggiare lavorando, tenendo lezioni di storia a scuola e in fabbrica. Il sindaco Chiamparino, uomo di buon senso, ha detto: “Fatico otto ore in catena di montaggio e poi vengo a sentire te in sala mensa che mi parli del Risorgimento? Ma ti mando a…”
Chiamparino chiede a Berlusconi di non cancellare la festa.
Sono ottimista. Quando si tratta di feste, Silvio non è uomo che si tira indietro.
3 – In commissione di vigilanza Rai, il centrodestra ha preparato un documento per rendere più croccante l’informazione del servizio pubblico. Si parte da una premessa: “la sinistra e le elite culturali occupano la Rai (sai che guardando l’isola dei famosi non me n’ero accorto?) e relegano in posizioni minoritarie le idee della maggioranza degli italiani.” Ha ragione. Pensa che persino il Tg1, noto per il suo equilibrio, ha fatto 6 minuti di intervista a un vecchio comunista: Giuliano Ferrara.
Le contromisure.
1. “Allo scopo di evitare ridondanze e sovrapposizioni, quando un tema di attualità è affrontato da un programma, non può essere affrontato dagli altri negli otto giorni successivi.” Quindi se lunedì i marziani sbarcano sulla Terra e vanno a trovare Vespa col plastico dell’astronave, Giacobbo dovrà occuparsi del bunga bunga.
2. “Anche nei programmi apparentemente di satira e varietà, l’intervento di un opinionista a sostegno di una tesi va calibrato con la rappresentazione di altre sensibilità culturali.” Esempio: prima Stella denunciava la distruzione del patrimonio artistico. Tu dopo avresti dovuto intervistare Cetto La Qualunque che ti spiegava perché i templi di Agrigento sono abusivi e vanno abbattuti.
3. “Vanno studiati format di approfondimento che prevedano un doppio conduttore di diversa estrazione culturale.” Ma cosa vuol dire? Uno deve aver fatto il liceo classico e l’altro l’Isef?
Poi ci sono le norme ad personam: i conduttori non possono avere tutela legale (Gabanelli), essere stati parlamentari (Santoro), avere un programma di satira (Dandini). Ma non si fa prima a stilare l’elenco di quelli che vogliono far fuori? Almeno l’editto bulgaro era sincero.
2 – Mai come oggi l’Italia ha avuto tante laureate e tante giovani ricercatrici, ma è una rivoluzione di cui nessuno si occupa perché l’impronta dei media è ancora maschilista e impone un modello unico di donna vincente: che non è la ricercatrice universitaria ma la sgallettata in mutande.
Quindi domani scenderò in piazza contro i maschi ruffiani che vendono il corpo delle donne ai potenti in cambio di favori e contro i potenti che le ricompensano non solo con soldi (fatto privato) ma con incarichi pubblici.
Però marcerò anche contro chi pensa che non esista una via di mezzo fra il burqa e il bunga bunga e invece esiste: chiamiamolo burqa bunga, oppure dignità.
Contro i pubblicitari che da trent’anni riempiono di seni & sederi i muri delle nostre città per promuovere prodotti che nulla c’entrano con la biancheria intima.
Contro le tante donne che hanno accettato questo insulto senza protestare.
Contro quegli autori televisivi che hanno ridotto il vestito delle ballerine a un filo interdentale e contro quelli che hanno fatto la stessa cosa, ma sostenendo che si trattava di una forma sottile di ironia, mentre di sottile c’era solo la gonna.
Contro i giornali e i siti «seri», affollati di culi & sederi. E contro coloro che se ne lamentano, ma intanto cliccano sempre lì.
In fondo domani scenderò in piazza un po’ anche contro me stesso.
1 – Le maestre che seguono i bambini Rom di Milano da uno sgombero all’altro ci hanno mandato questa lettera:
“Dopo la morte dei 4 bimbi di Roma, molti – almeno per decenza – tacciono il loro pensiero sui Rom. Ma stamattina Ulisse, 12 anni, stava andando a scuola insieme coi fratellini, con lo zaino in spalla, quando si è accostata una macchina e l’uomo alla guida ha abbassato il finestrino e ha sputato addosso ai bambini. Qualche anno fa, in seguito a uno sgombero particolarmente duro, Ulisse era rimasto senza dire una parola per un mese. Il fatto di oggi ha risvegliato in lui il terrore ed è scappato via. Sua mamma ci ha telefonato terrorizzata.”
Anch’io, come il piccolo Ulisse, ho finito le parole. Faccio mie quelle del capo dello Stato, che con un gesto carico di significato ha voluto incontrare i familiari dei bimbi morti nell’incendio di una baracca a Roma. “Questa tragedia pesa dolorosamente su ciascuno di noi e ci rende ancor più convinti della necessità di non lasciare esposte a ogni rischio delle comunità che debbono essere tempestivamente ricollocate in alloggi stabili e dignitosi.”

 

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Il punto della settimana dal 30 gennaio al 5 febbraio 2011

La settimana vista da  Massimo Gramellini

 

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Il punto della settimana dal 23 al 29 Gennaio 2011

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