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Riceviamo dal medico Maurizo del Movimento 5 stelle – Firenze

Sono contento di essere tra i medici che hanno firmato questo appello contro il Dissociatore molecolare che vorrebbero costruire alla periferia di Pontedera. Con questo appello siamo riusciti a rinviare la decisione di un anno. Sentendo poi le dichiarazioni del Presidente della provincia Andrea Pieroni, sono convinto che la Salute dei cittadini verrà sempre dopo al bisogno di fare “cassa”. La speranza è che sempre più medici seguano questa via e facciano cambiare rotta agli Amministratori su tutte le opere che provocano danni alla Salute.

La lettera appello

Al Presidente della Provincia di Pisa ed ai Signori Sindaci

Con questa lettera intendiamo rivolgere a tutti Voi un caloroso appello per un’ulteriore, opportuna riflessione sul problema dell’impianto di trattamento termico dei rifiuti, presentato con il nome di dissociatore molecolare o DM-Energy, che si vorrebbe costruire alla periferia della città di Pontedera in loc. Gello.

Visto il rinvio del progetto, ancora per un anno, avrete più tempo per valutare quale possaessere l’impatto sanitario degli impianti di incenerimento e impostare un piano di gestione
dei rifiuti che comprenda alternative che non mettano a rischio la salute dei vostri cittadini.

Pur non essendo competenti in campo impiantistico, sappiamo infatti che, sulla base dellalegislazione vigente, impianti di questo tipo sono da considerare impianti di incenerimento
a tutti gli effetti. D’altra parte, in linea del tutto generale, si tratta di impianti caratterizzatidallo stesso tipo di materiali in ingresso – i rifiuti – e dallo stesso tipo di prodotti in uscita al
termine del trattamento: scorie, ceneri pesanti, ceneri volatili, residui del trattamento dei fumi ed emissioni in atmosfera di materiale particolato e di gas.

Pertanto, in assenza di prova contraria, che d’altra parte non può esistere trattandosi di impianti sostanzialmente sperimentali, dobbiamo presumere che gli effetti sulla salute della popolazione siano analoghi a quelli conosciuti per gli inceneritori propriamente detti.

Possiamo assicurarvi che esiste una copiosissima letteratura sia nazionale che internazionale sui danni alla salute causati da questi impianti (tumori, malattie disormonali, disturbi dell’immunità, malattie polmonari e cardiocircolatorie ecc).

Ecco allora che per un medico, non per mero ideologismo, ma in nome del giuramento fatto, diventa imperativo interpretare non solo il ruolo professionale di curante ma ancor prima quello di interprete della prevenzione fin dove possibile ( art. 5 del nuovo Codice Deontologico; “il medico è tenuto a considerare l’ambiente nel quale l’uomo vive e lavora quale fondamentale determinante della salute dei cittadini. Il medico favorisce e partecipa alle iniziative di prevenzione e di tutela della salute nei luoghi di lavoro e di promozione della salute individuale e collettiva”).

Con l’incenerimento di rifiuti si liberano nell’aria e conseguentemente sul suolo una pericolosa serie di sostanze chimiche inquinanti. Vogliamo ricordare come qualsiasi sostanza inquinante – una volta prodotta – finisca inevitabilmente, pur se con tempi e modalità diverse, nella catena alimentare e che all’apice della stessa si trovano i neonati nutriti con latte materno.

Allo stato dei fatti tutti gli impianti attualmente in funzione sono da considerarsi moderni inceneritori: ebbene, non esiste alcuna prova che essi siano innocui, mentre si accumulano segnali tutt’altro che rassicuranti. Si rincorrono numerose le notizie sugli esiti preoccupanti delle analisi compiute sulle diossine e PCB trovati nei polli, nelle uova, nei pesci e in altri animali nei pressi all’inceneritore di Montale a Pistoia. Impianti di incenerimento sotto inchiesta della magistratura o comunque problematici sono all’ordine del giorno nel nostro paese: da Massafra a Terni, da Pietrasanta a Montale, da Colleferro
a Modugno, fino al “famoso” inceneritore di Brescia – spesso portato ad esempio dai politici – che ha visto numerose aziende agricole dislocate in sua prossimità con il latte fuori norma per i valori di diossine e PCB.

I Sindaci della vicina Versilia si trovano ad oggi nella condizione contraria alla vostra, a dover richiedere una proposta di indagine proprio per valutare se l’aumento di tumori ed eventi ostetrici avversi che si è verificato sul loro territorio negli ultimi anni possa essere messo in relazione all’esposizione delle emissioni del loro inceneritore.

Gli impianti di incenerimento rientrano fra le industrie insalubri di classe I in base all’articolo 216 del testo unico delle Leggi sanitarie (G.U. n. 220 del 20/09/1994,129). La formazione degli inquinanti dipende, oltre che dal materiale combusto, dalla mescolanza assolutamente casuale delle sostanze nei forni, dalle temperature di combustione e soprattutto dalle variazioni delle temperature stesse che si realizzano nei diversi comparti, come è stato descritto anche recentemente, e ciò vale anche per l’impianto che si vorrebbe costruire in questo territorio.
Fra gli inquinanti emessi dagli inceneritori possiamo distinguere le seguenti grandi categorie: Particolato inalabile (PM10), Particolato fine (PM2.5) e Nanoparticolato (inferiore al decimo di micron).

Il nanoparticolato, non essendo trattenuto nè dai filtri degli impianti (per le nanopolveri non esistono sistemi di captazione efficaci), nè da quelli dell’albero respiratorio, si comporta come una spugna per le sostanze inquinanti e, una volta inalato, le veicola direttamente nel sangue determinando reazioni infiammatorie croniche a carico di svariati sistemi come il cardiocircolatorio e il neurologico.

continua

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In questo periodo il Sindaco di Firenze è impegnato nel suo tour “rottamante” del PD-L , Domenica 7 Novembre ha concluso un fine settimana di buoni propositi per rilanciare il suo Partito da una stazione dismessa in periferia di Firenze presentando anche una carta d’intenti, definita “carta di Firenze”.
In questo periodo in cui il Sindaco Renzi è impegnato in questi eventi socio-culturali , a Firenze i vari problemi rimangono ed i cittadini  si son visti costretti a scrivere lettere aperte per attirare l’attenzione del Primo Cirradino come nel caso del Coordinamento della Piana FI-PO-PT (No inceneritori) ed il Comitato No tunnel.
Negli ultimi  giorni anche  alcune donne residenti nella zona dei lavori di preparazione ai cantieri dei tunnel  e stazione sotterranea TAV si sono viste costrette ad una lettera aperta viste le difficoltà che si stanno presentando nella zona di abitazione, difficoltà dovute alle polveri, al fango, alla viabilità caotica provocati dai camion che trasportano terra e materiali di scavo.
Naturalmente, per non offendere altri “personaggi politici” , la lettera è diretta a tutte le istituzioni politiche Toscane che dorebbero riflettere sulla pericolosità dei lavori sotterranei TAV dopo la voragine che si è aperta a Bologna nella notte fra il 9 ed il 10 Novembre.  (foto)

Bologna, voragine nel cantiere Tav nessun ferito, la zona transennata

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Al  Sindaco di Firenze
Al Presidente della regione Toscana
All’ARPAT
All’ASL
Allo “Sportello per la salute Pietro Mirabelli”
A Idra
Al Comitato Notunneltav

Da molti giorni, una nube di polvere copre  la zona di Via Circondaria, si deposita sulle macchine parcheggiate, sulle terrazze, sui vetri, sui portoni e sull’asfalto che è ormai diventato marrone. La polvere si alza dai cantieri dei Macelli e dai camion che sempre più numerosi passano per  la strada. Qualche tregua dalla polvere viene dalle piogge di questi giorni, ma copre le strade con una fanghiglia che non è molto piacevole.
Alla polvere (o al fango) si aggiunge il disagio di abitare in una zona dove il traffico è aumentato e non scorre più. Le file di auto bloccate dal semaforo posto all’uscita dei cantieri per consentire l’uscita dei camion in sicurezza, sono ormai diventate una costante.
La situazione è peggiorata: nei giorni passati, prima dell’arrivo della pioggia, la nube di polvere era diventata una foschia che avvolgeva tutto. Era così densa che copriva la scuola media Rosai e la scuola elementare e materna Rodari. Si respirava lungo la strada e nel giardino di piazza Danti.

Due abitanti della zona esasperati sono andati a protestare ai cantieri. Mentre stavano aspettando il responsabile, hanno visto un operaio che spazzava con una scopa il viale interno, un ulteriore piccolo contributo alla nube di polvere.

Hanno, comunque, ottenuto l’uscita di una spazzatrice che era ben poca cosa rispetto alla polvere dilagante ma che, in compenso, contribuiva non di poco ad incrementare il livello di smog della zona vista la quantità di fumo che usciva dal suo tubo di scappamento. Sono questi i particolari  accorgimenti che ci erano stati preannunciati?

Il responsabile del cantiere ha parlato di tecnici che continuamente controllano.

Cosa? Non sappiamo quale sia la competenza di questi tecnici, né che cosa controllino. Sappiamo, però, che non è necessaria una particolare conoscenza e strumentazione per rilevare una presenza così elevata  di polvere, è sufficiente guardarsi intorno.
Sono questi i controlli, i costanti monitoraggi che  i nostri amministratori locali ci hanno garantito? E’ questa  la particolare attenzione alle scuole che l’assessora Di Giorgi aveva promesso? Ed il fatto stesso che ci siano dei tecnici che non sappiamo chi sono e per conto di chi controllano, non è la più lampante dimostrazione di quanto non sia stata realizzata quell’informazione sull’andamento dei lavori di cui si è fatto un gran parlare?
Guardandoci intorno, ci viene il sospetto che tutte le promesse e le assicurazioni che ci sono state fatte avevano l’unico  scopo di tenerci “buoni” e di farci accettare un’opera di cui è difficile capire il senso.
Non siamo contrari all’alta velocità. Ci chiediamo e vi chiediamo però: ma l’alta velocità non passa già da Firenze?

Se era necessario potenziarla non c’erano altri progetti per farlo, magari con  costi più contenuti e con effetti  meno pesanti  per una zona così popolata della città?

D’altra parte lei stesso signor Sindaco non ha affermato che questo  progetto è un’opera inutile? E allora perché farlo?  Perché dobbiamo avvelenarci con le polveri e lo smog?

Perché dobbiamo subire il disagio di vedere il luogo dove viviamo stravolto?
Forse queste domande che noi e molti altri abitanti della zona si pongono, sono sbagliate. Può darsi che “si sia tutti all’antica” e non si riesca a cogliere la potente spinta innovativa del progetto.

Ed allora Signor Sindaco, Signor Presidente della Regione e tutti voi che sostenete questo progetto, perché non ce lo venite a spiegare?
Perché non ci  illustrate  i motivi che lo rendono, malgrado tutto, il migliore di tutti, l’unico che è possibile  realizzare, quello che più di altri  avrà ricadute positive per la nostra città.?
Perché non ci descrivete  i benefici sociali ed economici che ne deriveranno e che, supponiamo, saranno tali da giustificare  gli elevati costi che richiede?
Perché non ci raccontate tutto questo  in un confronto pubblico magari con la partecipazione di chi ha perplessità su questo progetto in modo da consentirci di valutare chi è ingiustificatamente allarmista (come è stato scritto in una lettera a Repubblica) o chi è stupidamente rassicurante? Vi aspettiamo, speriamo, non inutilmente come è successo molte altre volte.
Ma, per carità, risparmiateci promesse e rassicurazioni che non siete in grado né di mantenere, né di assicurare. Non siamo cretine.

Firenze, 8 novembre 2010

Carla Rossetti
Gabriella Ferrini
Imperia Capuccia
Rosanna Plantamura
Luciana Salvucci

– Notizie correlate:

Il postino suona due volte per il Sindaco Renzi
TUNNEL TAV Firenze – le info, le mappe delle strade a rischio, l’alternativa …
Gli anticancrovalorizzatori della Piana fiorentina scrivono al “rottamatore” Renzi.

 

Per informazioni:

 

 


…. Le zone di FIRENZE interessate dai tunnel e a rischio danni …c’è anche casa tua ? http://bit.ly/b3PVMX

…. Segui su facebook il gruppo “Salviamo Firenze dallo scempio TAV

…. Informati attraverso il sito del  “Comitato contro il sottoattraversamento AV di Firenze”

MoVimento 5 Stelle

Acciderbolina !! Ma l’hanno messa nuova la pensilina della fermata!?

Davvero ragazzi miei, l’han messe nuove, finalmente direbbe qualcuno. E qui mi direte: <Eccolo come sempre il guastafeste, ce n’ha sempre per qualcuno! Il solito criticone.> E no cari miei.

Son proprio felice che ce le mettano in quel posto ! Scusate l’allusione, ma mi par di capire che v’è sentore di bruciato da queste parti. Dal 18 febbraio hanno iniziato a sostituire le pensiline dell’Ataf, tanto l’Ataf ha migliorato i conti di bilancio quest’anno e quindi si può allargare un pochino il buco, di bilancio appunto.

Bene bene finalmente arrivano si direbbe, ma ora che le ho viste, sinceramente vi dico: ma c’era bisogno di spendere per cambiarle? E quelle intelligenti? in dove sono finite? E il progetto con il Mit di Boston?

Come sempre grandi fanfare in campagna elettorale, era il marzo ed il maggio 2009, mesi caldissimi, a giugno 2009 si votava per il Sindaco di Firenze, mesi in cui dalla Provincia di Firenze si sfruttava la pianificazione e la gestione corrente per dare spazi elettorali all’uscente presidente. E dopo un anno?


Niente, pensiline un pò stupide verrebbe da dire, anche più di quelle vecchie, perchè nella calura estiva di Firenze, un anziano sotto le nuove pensiline, non si potrà proteggere dal soll’leone. E che fare allora? Come non protestare, ragazzi miei?

Comunque c’è pensilina e pensilina, tant’è che dopo un gran parlare, dopo un gran sopportare un par di ventenni, sembra che siamo vicini all’abbattimenti della pensilina della Stazione. Ehh quella pensilina era troppo pensata male, troppo brutta, troppo poco sfruttata o meglio poco sfruttabile.

Basta, giù, dai buttiamola giù.

Comunque tornando seri, direi che non si può pensare davvero di migliorare, uscire dalla crisi, e proiettarsi nel futuro se da noi continuiamo a tenerci certi modi di pensare, certi stessi personaggi. Come si può pensare che un sistema di trasporto che non ha funzionato bene per i 5 anni precedenti, possa funzionare nei 5 anni futuri? Ma semplicemente nominando un presidente dell’Ataf spa, che sia stato dirigente del trasporto pubblico nei 5 anni precedenti alla provincia. Elementare Watson!

Bonnaccorsi è stato dirigente con Renzi in Provincia ed adesso nominato Presidente in Ataf spa. Se non comprendiamo che si deve cambiare modo di gestire, vuol dire che Renzi non porta niente di nuovo, solo aria fritta. Così Ataf aggiungerà all’elenco ormai triste e famoso, il dirigente promosso dall’obamino, insieme agli altri ex-sindaci vari, ex-amministratori, ex-politici che hanno sostenuto il disservizio ed allargato il buco di bilancio. Basta guardare la furbizia con cui presentano i bilanci e ci vendono riduzioni di indebitamento. Bravi bischeri, o voi fiorentini, che senza nulla argomentare , continuate a pagare.

Da una intervista al Bonnacorsi: Lei è una figura tecnica prestata, in questo ruolo alla politica. Come si  sente? Sì, io sono un tecnico e sono pronto a assumermi le responsabilità di questo ruolo anche politico. Ritengo però che più la politica sta lontana da ATAF e meglio è. La politica deve dare l’indirizzo al trasporto pubblico locale, poi è necessaria una figura tecnica che guardi all’utente ed al servizio.

Lo penso anche io, ma purtroppo un dirigente provinciale è la cosa più equidistante dal tecnico non politico o politicizzato.

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