Nel giro di pochi giorni hanno protestato, proclamando degli scioperi di piazza, due categorie di lavoratori che lavorano per il Comune di Firenze sia da esterni sia da dipendenti

Iniziamo con gli operatori degli Asili Nido del Comune di Firenze che hanno scioperato Lunedì 25 scorso non mancando di informare le famiglie / utenti con due assemblee pubbliche

Il comunicato lo potete trovare qui

Alla telecamera di Firenze5stelle  un rappresentante R.S.U. dichiara “…20 anni di pedagogia di qualità spazzata via da una manovra …. i bambini non sono sacchi di patate….c’erano progetti educativi di qualità….professionalità …programmi di corsi di formazione che prevedevano rapporto insegnanti / mq / n. bambini ….

Inoltre si è tenuta nella mattina del 27  Gennaio lo sciopero dei lavoratori – educatori delle Cooperative che lavorano per gli appalti del Comune, una manifestazione dei lavoratori e delle lavoratrici da Largo Alinari sede della Lega delle Cooperative a Palazzo Vecchio.

Oggetto della manifestazione è stata la richiesta del    rispetto del salario, dei diritti e della dignità degli educatori delle Cooperative.
“Gli educatori – si legge in un comunicato della Federazione RdB Firenze – che sono lavoratori con contratto a tempo indeterminato, di fatto subiscono gravi tagli salariali quando l’alunno disabile è assente, oppure quando la didattica è sospesa. Non percepiscono altresì retribuzione nei mesi estivi quando il Comune sospende il servizio, ciò nonostante non possono accedere agli ammortizzatori sociali, come se d’estate i mutui, le bollette o la spesa al supermercato non si pagassero.

Molti vivono con retribuzioni che a mala pena raggiungono ì 600-700 euro. Il Comune di Firenze in questo ha una grande responsabilità in quanto committente degli appalti, e dovrebbe spiegare come mai a fronte di 20-25 euro pagati per ora di servizio, agli educatori vanno solo le briciole 6-7 euro l’ora. L’altra grande responsabilità è di Cgil, Cisl, Uil che firmano per questi lavoratori i peggiori contratti al ribasso totale”.

“E’ giunta l’ora che servizi così importanti alla persona vengano reinternalizzati dalle amministrazioni pubbliche, e che nella via transitoria ai lavoratori venga applicato almeno il contratto di lavoro di riferimento dell’ente appaltante, garantendo in questo modo maggior diritti ai lavoratori ed un salario decente” termina la nota.

All’arrivo in Palazzo Vecchio il corteo ha incontrato per caso il sindaco Renzi, con il quale si aperto per alcuni minuti in piazza un sereno e vivace confronto.

“Il sindaco – fanno sapere i manifestanti – ha dichiarato di non essere a conoscenza del problema, ma che si sarebbe informato, invitando i lavoratori a formalizzargli le richieste via e- mail”.

fonte

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